mercoledì 31 marzo 2010

Focaccia di Pasquetta

Che va bene pure se non è Pasquetta :))
Diciamo che, dato che è una focaccia briochata e profumata al parmigiano, e anche abbastanza veloce! E' un'ottima alternativa a questa, e come lei si accompagna benissimo al capocollo, uova sode, insalata, sì insomma, come in foto... oddio, se ci mettete del salame non si offende mica, eh?? ;-)

colazione a Pasquetta

Voi che state preparando?? Io dopo aver fatto qualche prova, (una ne sto facendo anche ora) (incrociare le dita, please ;-) ) sto pensando a cosa fare per Pasqua e Pasquetta, anche se lavoro, però di mangiare mangio, e anche se invitata, qualcosa la cucino lo stesso, fosse anche solo un lievitato... ma no?? ehehe, toglietemi tutto ma non lievito e farina!

Sempre che non abbiate già preparato la Pizza al formaggio, vi dico fatela! E' facile, veloce, ed è buonissima anche il giorno dopo.
Volendo si fa in poche ore, ma potrete prepararla la sera prima e cuocerla il giorno dopo. Insomma, con un minimo di organizzazione, sepoffà anche per la mattina di Pasquetta!
... poi sperando in una bella giornata di sole, portatevela per qualche collina, possibilmente toscana, e non dimenticatevi cestino e tovaglia a quadrettoni rossi ;-)

Breakfast


FOCACCIA DI PASQUETTA

Ingredienti:

Per il lievitino:
150 gr di farina 0
100 gr di acqua
20 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero

Per l'impasto:
350 gr di farina 0
2 uova
15 gr di pecorino
15 gr di parmigiano
40 gr di strutto
35 gr di olio extravergine di oliva
60 gr di acqua
60 gr di latte
8 gr di sale
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di pepe

Procedimento:

Sciogliere il lievito nell'acqua insieme allo zucchero, poi impastare insieme alla farina fino ad ottenere un panetto liscio e morbido. Porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola per circa 1 ora.
Non appena il lievitino è pronto, farlo a pezzetti nell'acqua insieme allo zucchero e avviare l'impastatrice.
Quando il tutto è amalgamato, aggiungere 1 uovo e far assorbire bene. Poi continuare con la farina, l'altro uovo e il latte, e ancora farina, lasciandone 1 cucchiaio.
Quando l'impasto è formato inserire il sale e impastare molto bene. Aggiungere, quindi, lo strutto pian, piano e, non appena si sarà assorbito, unire l'olio a filo.
Aggiungere la farina rimasta e impastare bene circa dieci minuti, inserire quindi i formaggi, il pepe e impastare ancora fino a che l'impasto sarà lucido ed elastico.
A questo punto si avranno due strade:

1. Far lievitare l'impasto fino al raddoppio, circa 1 ora e 45 minuti. Poi fare le pieghe del 1 tipo, coprire, attendere circa 20 minuti.
Poi stendere in una teglia (37 x 27 cm. circa) leggermente unta di burro, far lievitare ancora 1 ora circa, spennellare con 1 uovo sbattuto e infornare a 180°/190° fino a che la superficie sarà di un bel colore oro brunito.
2. Far puntare l'impasto 40 minuti a temperatura ambiente, porlo in frigo a circa 6°/7° fino al mattino seguente. Tirar fuori, lasciare a temperatura ambiente circa 45 minuti, fare le pieghe del 1 tipo, coprire, attendere 20 minuti e proseguire come sopra.

Far intiepidire e avvolgere con pellicola dove si conserva bene fino al giorno dopo.
Oppure cuocere la focaccia lasciandola indietro di una decina di minuti, coprire la teglia con un canovaccio, metterla in un sacchetto grande e riporla in frigo.
Al mattino dopo proseguire la cottura.

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lunedì 29 marzo 2010

La Fugassa veneta

Avevo detto che quest'anno per Pasqua non avrei provato lievitati dolci, e infatti, come scrivevo qui, niente pizza dolce perché ne ho ricevuta una fantastica, e di sperimentare colombe, per lo stesso motivo, non se ne parla.
Ma, secondo voi, avrei lasciato passare Pasqua senza provare manco un lievitato??
eh, no! e ho fatto la fugassa veneta, un lievitato di cui ho letto spesso in giro, avevo anche salvato un sacco di ricette, e poi...

La "fugassa" veneta

Poi è finita come al solito, spulciando tra i file salvati, di una non mi tornava lo zucchero, di un'altra la lavorazione, di un'altra ancora non mi piaceva la quantità di grassi... la verità è che le cose facili non mi sono mai piaciute, e ho bisogno, tranne che in rari casi, di metterci del mio.
Per farla breve girellando in rete, trovo su gennarino la fugassa de Carlo, noto pasticcere... ecco, sì, questa mi piace, la leggo e scopro che non ci sono dosi per la farina, ma perché??
...uhmm, il gioco si fa duro, ma cos'è, una caccia al tesoro??
Però prevede quattro impasti in giornata e mi piace, ne viene fuori un lievitato che dura nel tempo, dai profumi incredibili.

Ma va modificata, troppi errori a parer mio, e lo faccio secondo la mia esperienza, dopodiché faccio leggere al Maestro.
- Aggiungi solo 10 gr di zucchero al 2° impasto.
Cavolo, l'ho stravolta bene :)))
essì, credo infatti, che della fugassa de Carlo sia rimasto solo un vago ricordo!

Non so nemmeno se fosse stata la vera fugassa veneta, ancor meno so se, dopo le mie modifiche, lo sia ancora.
... ehmm, ci vorrebbe qualche volontario (veneto) che si sacrifichi a provarla, e che verifichi se questo dolce - veneto o no - si avvicina alla fugassa o sia comunque uno splendido lievitato.
Chi la fa?? :)
Non è difficile, solo un lungo procedimento, ma un risultato di grande soddisfazione. Pensate che l'ho sfornata quattro giorni fa, ed è ancora incredibilmente soffice.
Se possibile, più buona che appena sfornata, come il panettone, migliora col tempo.


FUGASSA VENETA

Ingredienti:
575 gr di farina forte (ho usato tutta rieper gialla - se si usa manitoba va setacciata al 50% con la 00)
15 gr di lievito di birra

125 135 gr di acqua
4 uova medie
3 tuorli
125 gr di zucchero
125 gr di burro (di cui 50 gr fuso)
10 gr di sale

aromi:
1 cucchiaio di rhum
1 buccia di limone grattugiata
40 gr di arancia candita freschissima (o la scorza grattugiata di due grosse arance)
2 cucchiaini di estratto di vaniglia (o i semini di una bacca)

per la decorazione:
zucchero a granella
mandorle a piacere con la pelle
1 albume

materiale:
1 grosso stampo (io ho usato uno tipo questo) che abbia la capienza di 2,400 lt.
dimensioni: base in fondo cm. 16,5, base alta cm. 24, altezza cm. 11

Procedimento:
1 impasto:
Mescolare 135 gr di acqua tiepida, dove si sarà sciolto il lievito, con 125 farina per ottenere una pastella omogenea da lasciare lievitare, coperto, per un'ora.

2 impasto:
Aggiungere al primo impasto 1 uovo intero amalgamando bene, poi unire 125 gr di farina, 10 gr. di zucchero e impastare bene.
Porre in una ciotola, coprire con pellicola, e far riposare circa 1 ora e mezzo.

3 impasto:
Al secondo impasto unire:
1 tuorlo, amalgamare bene.
20 gr. di farina, impastare.
10 gr di zucchero, assorbire.
30 gr. di farina, impastare.
1 uovo, amalgamare bene.
30 gr. di farina, impastare.
15 gr di zucchero, assorbire.
30 gr. di farina, impastare bene.
Unire molto lentamente 50 gr di burro fuso e raffreddato.
Terminare l'impasto aggiungendo altri 15 gr. di farina e incordando bene.
Coprire e far lievitare circa 2 ore e mezzo, dovrà triplicare.

4 impasto:
Preparare 90 gr. di zucchero frullati con la scorza candita (o la buccia grattata delle due grosse arance), e la buccia del limone.
All'impasto triplicato unire:
1 tuorlo, amalgamare.
20 gr di farina, impastare.
10 di zucchero, assorbire.
1 tuorlo, amalgamare.
20 gr. di farina, impastare.
20 gr di zucchero, assorbire.
1 uovo, amalgamare.
30 gr. di farina, impastare.
30 gr di zucchero, assorbire.
1 uovo, amalgamare.
50 gr di farina, impastare.
30 gr di zucchero, assorbire.
Unire il sale.
Proseguire con la farina lasciandone un paio di cucchiai per lo spolvero finale.
Incordare.
Unire il rhum e la vaniglia.
Aggiungere 75 gr di burro morbido poco alla volta, unire la rimanente farina e impastare molto bene fino ad incordare l'impasto che dovrà essere elastico e lucido.

Formare una bella palla e metterla su un piano bene imburrato. Coprirla con pellicola e lasciarla riposare 20 minuti.
Nel frattempo imburrare bene uno stampo di alluminio o antiaderente.
Riprendere la palla, formarla di nuovo e porla nello stampo. Coprire con pellicola e lasciar lievitare fino a che non avrà raggiunto il bordo dello stampo (ci potranno volere dalle 3 alle 4 ore, o più).
A questo punto battere un albume con la forchetta fino a che avrà perso tensione.
Pennellare la focaccia molto delicatamente con l'albume, e sempre delicatamente decorare con le mandorle. Spolverare di zucchero a granella e infornare in forno caldo a 200° per i primi 15 minuti. Dopodiché abbassare a 180° e cuocere ancora per circa 40 minuti, fare la prova stecchino al centro, dovrà uscire asciutto e pulitissimo.
Attendere che sia tiepida e sfornare, non prima che è delicatissima!

note:
- Se dopo i primi 20/25 minuti la cupola sarà già bella colorita, coprire e proseguire la cottura come indicato.
- Infornare alla seconda tacca del forno, partendo dal basso, perchè cresce molto.
- Credo sia possibile impastare la focaccia anche a mano, l'importante è lavorare sempre molto bene gli impasti, tranne il 1° che non va lavorato.
L'unica difficoltà la presenta il 4° impasto che va incordato molto bene quindi, se si lavora a mano, sbatterlo più volte sulla spianatoia per almeno 30 minuti, fino a che si presenterà lucido ed elastico.
Io ho usato la planetaria, (ambasciator non porta pena ;-) ) ma credo sia fattibile.
- A seconda della farina usata, degli ultimi 200 gr di farina, potrebbe non rendersi necessaria tutta.
L'impasto dovrà comunque essere incordato ma morbido.
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venerdì 26 marzo 2010

FACEFOOD - La rete che cucina

Grande evento a Matera 21-23 maggio, FACEFOOD - La rete che cucina - il 1° evento nazionale di food bloggers, wine blogger tutto dedicato all'enogastronomia!

Facefood

Ne avrete già letto da Angela di Sapori dei Sassi, sul blog aperto per l'occasione, qui il programma, ma val la pena parlarne ancora, specie dopo le ultime novità.
Quali?
Intanto Luciano Pignataro presenzierà all'evento, e questo, oltre al resto, mi pare già un ottimo motivo per non mancare.
Poi è notizia di qualche giorno fa, la degustazione della birra artigianale Baladin, con la presenza di Teo Musso, fondatore dell'azienda omonima.

Qualche altro valido motivo per partecipare??
Allora QUI trovate tutto il programma completo, intanto io vi dico che ci sarò perché:

  • Voglio assistere alla presentazione del libro "101 vini da bere una volta nella vita" di Luciano Pignataro, edito da Newton Compton, con degustazione dei vini.
  • e partecipare alla degustazione birre Baladin, con Teo Musso

  • Parteciperò attivamente ai Laboratori del Gusto che consistono in:
- Impasto e formatura del Pane di Matera, con fornaio materano storico.
- Impasto e formatura di Orecchiette, Strascinate, Cavatelli preparati dalle donne materane.
- Frittura dei Peperoni cruschi (che pare facile!)
- Formatura delle mozzarelle col mastro casaro.
- Preparazione dolce tipico, con pasticcere del Consorzio Artigiano Dolci di Puglia

  • Mi voglio pappare (ce la faro??) tutte le delizie proposte per la cena, per la quale si potrà partecipare attivamente! (ehmm, ma c'è da chiederlo??)
Antipasti misti:
- Mozzarelle fatte in loco
- Canestrato di Moliterno IGP
- Olive infornate di Ferrandina - Presidio Slow Food
- Melanzane sott’olio
- Lampascioni sott’olio
- Funghi cardoncelli sott’olio
- Pomodori secchi sott’olio
- Sponsali sott’olio
- Crostini di pane con patè di carciofi, pomodori secchi e lampascioni
- Salsiccia lucanica
- Bruschette di pane di Matera con pomodorini ed olio extra vergine

Primi piatti:
- Strascinate con cime di rapa e peperoni cruschi
- Cavatelli con sugo di funghi cardoncelli e salsiccia

Dolce:
Dolcemandorla
Vini biologici: dell’azienda agricola Colli della Murgia

Sassi di Matera


  • Visita di Matera, un fascino che ha qualcosa di magico, pare di entrare in un'altra dimensione, in un mondo antico, diverso... che vale la pena sicuramente vedere, non foss'altro per quell'aria antica, quasi mistica che si respira in questa città.
- Visita Sassi di Matera con guida.
- Passeggiata presso il Parco delle chiese rupestri, Belvedere di Murgia Timone con l’affascinante panoramica sulla città antica e sulla Gravina di Matera.
- Visita al Museo contadino e alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve

    1. Il programma completo, lo trovi QUI.

    1. Se vuoi inserisci il banner dell'evento:

      1. Facefood

    1. Vuoi partecipare?? Clicca QUI!

    1. Vuoi seguire le NEWS, inserisci http://facefood-matera.blogspot.com nella tua blogrolls!
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mercoledì 24 marzo 2010

Insalata cacio e pere

Chissà perché non appena spunta un po' di sole, appena si stiepidisce un poco l'aria, ti prende voglia di qualcosa di fresco, di veloce, di un'insalata... magari anche dai sapori forti, bella sostenuta, non propriamente dietetica, insomma, ma comunque leggera.

Insalata cacio e pere

E pensare che, almeno qui, fino a qualche giorno fa c'era oltre mezzo metro di neve, poi pian piano il sole l'ha portata via e c'è una bella aria pulita, tersa e profumata di primavera.
E non sono l'unica che ha questa voglia di fresco e di semplice, pure da lei, l'altro giorno, ne ho vista una di patate, le adoro anche io... ma avevo già preparato questa cacio e pere vista da Susanna, su Universo Cucina.
Chissà perché le sue ricette mi attraggono sempre, sarà quel modo che ha di descriverle, di raccontarle, anche senza foto, (a volte non servono), o sarà quel suo sorriso dolce che è meglio di qualsiasi ricetta... fatto sta che quando ho visto questa deliziosa insalata, poche ore dopo avevo già tutti gli ingredienti.
Ve la consiglio, semplice, velocissima, per un pranzo al volo come piatto unico, o da gustare durante una bella serata quando avrete voglia di apparecchiare in terrazzo o in giardino.

Avrei aggiunto due noci, che ne dite? Solo che ci ho pensato mentre la stavo già facendo e in dispensa nemmeno una noce... in ogni caso ho usato il suo splendido miele.
Un miele al tartufo, dolce, penetrante e profumatissimo dove il tartufo l'ha fatta quasi da padrone, ma la dolcezza del miele stemperava il tutto e si sposava divinamente con i formaggi.

miele


Copio qui le dosi di Susanna, ma confesso di non aver pesato tutta, ho assaggiato...


INSALATA CACIO E PERE, di Susanna - Universo Cucina

Un'insalata che può diventare tranquillamente un secondo o addirittura un piatto unico. Velocissima e dal gusto a dir poco inebriante.

Ingredienti per 4 persone:
- 300 gr. rucola (ma se non piace la rucola va bene anche una insalatina mista a taglio)
- 1 pera + una per la guarnizione del piatto
- 100 gr. di gorgonzola dolce a cubetti
- 100 gr. di cacio pecorino stagionato
- 50 gr. di miele di acacia (io ho usato miele al tartufo, ma va dosato gradatamente)
- sale, pepe nero
- qualche goccia di aceto balsamico
- 4 o 5 cucchiai di olio extravergine di oliva (che sia delicato)

Procedimento:
Il procedimento è velocissimo: trasferire l'insalata in una ciotola capiente, unire la pera precedentemente ben lavata e lucidata tagliata con il tagliatartufo a fettine sottilissime con tutta la buccia, quindi i cubetti di gorgonzola, il cacio pecorino ridotto a julienne piuttosto grossolana.
Salare (poco), aggiungere un pizzichino di pepe nero, irrorare con l'olio extravergine di oliva e mescolare bene.
Solo all'ultimo momento prima di portare in tavola aggiungere poche gocce di aceto balsamico.
Trasferire il tutto in un piatto da portata da insalata facendo in modo che al centro possa essere collocata una ciotolina contenente il miele; guarnire i bordi del piatto con la pera tagliata fine con tutta la buccia.
Una volta a tavola ogni commensale aggiungerà alla propria insalata il miele di acacia.
Vi assicuro è favolosa.
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lunedì 22 marzo 2010

Le frittatine di pasta delle rosticcerie di Napoli

E' stata una settimana abbastanza piena, sono tornata mercoledì dopo esser stata fuori per il mio compleanno, ho recuperato gli impegni di lavoro, ordinato la colomba - una delle 99 - e sono pure riuscita a cucinare diverse cosette, tra cui una stupenda brioche che, però, posterò in seguito. Adesso ho un conto in sospeso...

frittatine-di-pasta-2©

... con queste frittatine di pasta, tipiche della tradizione napoletana!
Lo so, la maggior parte delle mie ricette sul blog, lievitati a parte, sono ricette della cucina tradizionale del centro e del sud Italia.
E non perché non ami la cucina del nord, semplicemente non la conosco, diciamo che il fatto di essere nata e cresciuta al centro, da genitori nati al sud, ha ovviamente condizionato le mie preferenza.
Se poi ci mettiamo che anche i miei amici di blog, e pure quelli conosciuti grazie alla rete, o al forum che frequento, come Antonia, mi condizionano sui gusti, (un sacrificio, credetemi ;-) ) visto che vivono al sud... se poi ti invitano e cucinano tutto quel che fa parte della loro tradizione, be' tutto questo fa sì che uno s'innamori di un certo tipo di preparazioni, a volte semplicissime, e fatte con ingredienti poveri, ma sicuramente d'effetto (e parlo di sapori!!), come queste frittatine presenti in ogni rosticceria a Napoli!
... ehmm, dicevo con queste frittatine ho un conto in sospeso, almeno per un paio di motivi. Il primo è che le aveva preparate Antonia almeno una vita fa, postandole su gennarino, ma ancora non le avevo fatte!
C'ho da capire come mai se una preparazione prevede la besciamella mi urta, boh! evabbè, penserete, pigliala pronta...
Non ci penso nemmeno! ...se non altro perché prepararla richiede davvero pochi minuti, e direi che un lievitato mi porta via molto più tempo :))

Il secondo motivo è che poco prima di partire su fb un'amica (ehmm, non ricordo il nome) mi ha chiesto:
- Paoletta ma conosci quelle frittatine di pasta che si trovano a Napoli nelle pasticcerie??
- Le conosco, le conosco, mai mangiate, ma devo assolutamente rimediare!
E per fortuna questa richiesta, perché, una volta preparate, al primo morso ti chiedi: ma come ho fatto fin'ora a campare senza?? :))

Frittatine di pasta napoletane


LE FRITTATINE DI PASTA DELLE ROSTICCERIE DI NAPOLI

Dice Antonia: diversa dalla frittata di spaghetti, queste sono le frittatine che si trovano in tutte le rosticcerie di Napoli, per prepararle occorrono:

250 gr. di bucatini
500 gr. di besciamella (
bella soda)
salame, formaggi (auricchio piccante, provola stagionata)
sale e pepe q.b.
pane grattugiato
olio di semi di arachide

Per la besciamella:
500 ml di latte (meglio se fresco)
50 gr di burro
70 gr di farina
sale
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato

Per la pastella coprente:
10 cucchiai di farina
acqua q.b.
un pizzico di sale

Preparazione:
In un pentolino sciogliere il burro a fuoco basso, unire la farina, togliere dal fuoco e rimestare velocemente per non formare grumi. Poi rimettere sul fuoco e mescolare sempre fino a che scurisce leggermente, praticamente in un minuto o due.
Versare il latte a filo, mescolare sempre fino a che è bella soda, aggiungere il sale, assaggiare e spegnere. Aggiungere il pecorino e maneggiare fino a che si scioglie.

Spezzare i bucatini a metà, e lessarli in acqua salata, scolarli molto al dente, poi metterli a raffreddare su un piano e tagliarli grossolanamente.
Tritare grossolanamente il salame e i formaggi nel mixer con le lame, (io ho fatto a occhio, un po' di ognuno) poi mettere tutto in una ciotola grande. Aggiungere i bucatini raffreddati, il pepe, la besciamella e mischiare bene con le mani.
Prendere una teglia di acciaio di circa 33 x 20 cm. e versarvi tutto il composto, compattare in modo uniforme fino ad ottenere un rettangolo alto un dito.
Coprire e mettere in frigo. Meglio fare il tutto la sera prima.

Al mattino tagliare le frittatine con un coppa pasta di 6 cm. (non più grande, altrimenti non cuociono bene).
Ricompattare l'impasto man mano che si formano i buchi.
Preparare quindi la pastella con la farina, il sale e acqua q.b. per avere una pastella, appena coprente, della densità di un uovo sbattuto.
Passare le frittatine prima nella pastella e successivamente nel pane grattugiato. A questo punto si possono friggere le frittatine subito in olio profondo, oppure metterle in frigo o in freezer per cuocerle successivamente.

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venerdì 19 marzo 2010

99 Colombe?? Intanto ne ordino una e...

... aggiungo anche una bella pizza di Pasqua, e vorrà dire che quest'anno farò solo quella al formaggio, quella dolce l'ho ordinata ieri qui, dalle Sorelle Nurzia, insieme ad una magnifica Colomba!

logo

Be', arrivo ultima (ero fuori casa) e non c'è più molto da dire, saprete già tutto!
Tutto è iniziato qui, da una lettera di Mara Marinangeli ad Artemisia, ne riporto le prime bellissime parole...

"Cara Artemisia, cari amici, scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto. Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro... non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto..."

Da quel momento s'è scatenata la rete intera, tutti i food bloggers hanno aderito a questa iniziativa, tutti si sono impegnati a parlare di quest'azienda, e a fare in modo che le colombe volassero nelle nostre case.

Io ho pensato di esprimere immediatamente la mia solidarietà nel modo più semplice e pratico possibile: inviando immediatamente un ordine a Mara!
E non aspetterò di ricevere la colomba per parlarvi della bontà di questi prodotti, mi basta la certezza che, chi lavora con amore e serietà, non può che produrre delle cose buone.
colomba in scatola

Se volete anche voi che una delle 99 Colombe voli a casa vostra - e speriamo diventino 9,999.999.999.999 - leggete il listino, scegliete le dolcezze che desiderate e scrivete a Mara mara.sorellenurzia@gmail.com

Oggi, inviando il mio ordine, le ho chiesto:
- Mara, ma il listino è veramente riservato ai soli food bloggers?"
Lei mi ha risposto così:
- Paoletta i tuoi amici saranno sicuramente amici delle "99 colombe" quindi quel listino lo riserviamo anche a loro con piacere!

listino-2

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mercoledì 17 marzo 2010

Le ricette di Antonia: Fusilli con gamberi e porcini

- Posso entrare nella vostra compagnia? Mi dai la ricetta di questi fusilli?? -
Così ha detto il papà di Tinuccia, quando lei gli ha raccontato del menù preparato da Antonia per il mio compleanno a Napoli!
- Papà, non appena Paoletta pubblica - ha risposto lei.
- Eh, sì, mo che pubblica so' morto!!

Fusilli gamberi e porcini


E io, che non voglio uomini morti sulla mia coscienza, non perdo tempo a pubblicare la ricetta di questo primo piatto, semplice, ma chevvelodicoaffà?? squisito!! Sarà che preparato con le dovute accortezze e raffinatezze di cucina, ne risulta qualcosa di assolutamente fantastico!

Be', Antonia la conoscete già, grande cuoca, napoletana verace, ricette infallibili, tanto che nel mio blog un' intera etichetta è dedicata interamente a lei, "Le ricette di Antonia".
E questa, e di certo non l'ultima, andrà ad aggiungersi ad una prossima e golosa lista ;-)


Fusilli con funghi porcini e gamberi

Ingredienti:
350 gr. di porcini (ho usato quelli interi surgelati)
1 kg. di gamberi freschissimi
7/8 pomodorini datterini di pachino
650 gr. di fusilli freschi
olio evo q.b.
prezzemolo, aglio, sale e pepe

Procedimento:
  1. La prima cosa da fare è pulire i gamberi e tenere da parte gusci e teste poi preparare questo fondo e tenerlo da parte (l'ho preparato la sera precedente).
  2. Tenete da parte una decina di gamberi interi per guarnire.

Per il fondo:
Per questo fondo di cottura (da utilizzare come rinforzante per i sughi a base di crostacei), si utilizzano scarti di crostacei: a meno che - quindi - non vi troviate a doverne pulire una discreta quantità, meglio mettervi d'accordo con il vostro pescivendolo di fiducia affinchè ve ne tenga da parte un po'.
E' una preparazione alquanto laboriosa, meglio quindi prepararne una buona quantità e surgelarla in quadrotti nelle vaschette per il ghiaccio, in modo da averne di pronta al bisogno.
Procedimento:
Si mettono gli scarti di crostacei in un tegame senza manici e si passano in forno già caldo per dieci-venti minuti circa. Quando appaiono ben secchi e tostati, si estraggono e si aggiunge un filo di olio e uno scalogno tagliato a lamelle sottili. Si passa quindi il tegame sul fuoco e si soffrigge brevemente il tutto, facendo insaporire bene. A questo punto, si bagna con un bicchierino di brandy e si fiammeggia: stando attenti, cioè, a tenersi BEN LONTANI dal tegame si avvicina al contenuto di questo (non appena versato il liquore) un fiammifero acceso in modo da far sprigionare una bella fiammata).
Non appena calata la fiamma, aggiungere un po' di acqua, un po' di sale, e cuocere per almeno mezz'ora (fin quando, cioè) il brodino non si sia ben ristretto. Togliere quindi dal fuoco e filtrare bene.

  1. Fate scongelare appena i funghi, giusto per poterli tagliare a pezzi non troppo piccoli.
  2. In una larga padella fate imbiondire l'aglio in un bel fondo d'olio e cuocete i funghi a fiamma vivace per circa 10' a padella scoperta, in modo che i funghi non rilascino troppa acqua e non diventino mollicci e spegnete.
  3. In un'altra padella scaldate l'olio sempre a fiamma vivace e fate cuocere i gamberi giusto 2 o 3 minuti e uniteli ai funghi.
  4. Nella stessa padella dei gamberi senza pulirla versate un giro d'olio con uno spicchio d'aglio schiacciato e mettete i pomodorini tagliati a metà dalla parte del taglio, fateli soffriggere scuotendo un po' la padella.
  5. Quando iniziano ad appassire spegnete e versateli nella padella con i funghi e gamberi.
  6. Lessate la pasta e intanto fate amalgamare tutti gli ingredienti a fiamma moderata e aggiungete una tazzina scarsa di fondo di gamberi.
  7. Scolate la pasta versatela nella padella, aggiustate di sale e pepe,aggiungete il prezzemolo tritato mischiate bene e spegnete.

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martedì 16 marzo 2010

Comunicazione dalla Lucania :)

Qualcuno avrà letto o saprà che ho passato il mio compleanno, il 14 Marzo, con amici a Napoli a casa della mia amica Antonia!
Ma non contenta sono ancora in giro e precisamente in Lucania a casa di Tinuccia.
Rientro in settimana, nel frattempo, tra una brioche e un cornetto, una crema e una pasta in casa, volevo ringraziare tutti per le splendide e numerose ricette che avete inviato per il Contest Puglia&Basilicata a Tavola, ne sono arrivate fino allo scadere del termine, ieri a mezzanotte!


Ecco, in merito a questo vorrei chiedere una cortesia a quei i partecipanti che ancora non lo hanno fatto, potreste specificare - direttamente nel post - a quale categoria concorre la vostra ricetta? Se Basilicata o Puglia?
Perché in alcune è scritto, in altre si intuisce, in alcune non è specificato nulla, e per facilitare il lavoro alla giuria, sarebbe davvero carino aggiungerlo!
Grazie :))

Vi lascio con un bel piatto preparato ieri, mangio poca carne, e quella poca mi piace che sia cucinata con criterio, come se ne parlava qui, e questo era un piatto eccellente!
Da pubblicare non appena Tina ne scrive la ricetta :)

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venerdì 12 marzo 2010

La "sbrisoletta"

Lo dico spesso, amo le ricette che al di là della pure e semplice descrizione raccontano una storia, una qualunque storia... come quelle di Leo Codacci, come scrivevo le racconta Laurel Evans, o come le sue ricette che non hanno bisogno di raccontare nulla.
Ma anche come le spiega Paul Bocuse, nessuna storia, ma spiegazioni perfette e i "perchè" di ogni passo.
Libri, blog, diari che siano, dietro ogni ricetta si cela una storia, un racconto, un'esperienza, una tradizione che si scelga di raccontarla o no.

La "sbrisoletta"

A me piace "raccontare" oggi invece vi risparmio ;-) e lascio che sia lei a farlo, come ho scelto nello spazio dedicato alle Ricette dei Lettori!

Di questa torta di mele - ma è riduttivo chiamarla così - posso solo dire che è particolarissima. Subito infatti mi aveva colpito la presenza del semolino (sì, proprio quello per gli gnocchi) nell'impasto, e devo dire che è grazie a questo se questa pasta frolla acquista leggerezza, briosità, e croccantezza, una "sbrisoletta", appunto o Torta della Rosa come invece ama chiamarla lei.
Ecco come me l'ha inviata:

"Ciao Paola,
Sono Lucia ed ogni tanto lascio qualche commento sul tuo bellissimo blog.
Recentemente hai pubblicato una ricetta di torta di mele, invitandoci ad inviarti la nostra versione, ed eccomi qua, con la ricetta della torta di mele di famiglia, la ricetta che se vuoi puoi inserire ne "Le ricette dei Lettori".
L'ho trovata sul ricettario di mia nonna Rosa e con questa torta ho "vinto" il concorso indetto da Famiglia Cristiana nel 2006, per la sezione Dolci.
Loro l'hanno chiamata LA SBRISOLETTA, ma per me è la torta della Rosa.
Prepararla rilassa veramente tanto, ovviamente per chi ama avere le *mani in pasta*.


LA SBRISOLETTA, o Torta della Rosa

Ingredienti:
PER LA PASTA : 200 gr. di farina, 200 gr. di semolino, 200 gr. di zucchero, 200 gr. di burro, 1 pizzico di sale, 1 bustina di lievito in polvere.
PER IL RIPIENO: mele renette o Golden (circa 800 gr), 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di rum, 1 cucchiaio di pinoli, cannella, buccia di limone grattuggiata.
PER LA FINITURA: 1 tuorlo d'uovo ed un bicchiere di latte.

Procedimento:
Setacciare la farina con il lievito, unirvi il semolino, lo zucchero, il sale ed il burro a pezzetti; lavorare gli ingredienti con la punta delle dita, sfregandoli un poco fra le mani per amalgamarli senza impastare. Si dovrà ottenre un composto granuloso (tante piccolissime palline, più sono piccole migliore è il risultato).
Preparare il ripieno con le mele grattuggiare grosse, l'uvetta rinvenuta nel rum (e scolata), i pinoli, la buccia grattugiata del limone, la cannella.
A questo punto prendere uno stampo (possibilmente a cerniera rivestendone il fondo con carta forno), imburrare ed infarinare il tutto e versarci poco più di metà dell'impasto di palline, creando un anello intorno per il bordo. Distribuirvi sopra (al centro) il composto di mele e coprire il tutto con il restante impasto. Pareggiare e versarvi sopra il tuorlo sbattuto con il latte.
A 180° per 45 minuti.
Io ho provato anche le varianti con fichi-mele, cioccolato-pere, pesche bianche-cioccolato-noci, nocciole-cioccolato-mele etc... basta che non si utilizzi frutta troppo umida (ad esempio pesche sciroppate). La classica però è con le sole mele.
Mi farà sicuramente piacere "leggerla" tra le tue splendide creazioni... in ogni caso provala perchè è bellissima da fare e buonissima da gustare.
Buone "MANI IN PASTA" e buon tutto!"
Lucia Garrone, Pray

La "sbrisoletta"

Grazie Lucia, è una torta splendida e la consiglio vivamente a tutti !

Note mie: Per evitare che con le mani si scaldasse l'impasto, e per ottenete più briciole, visto che viene meglio, ho rovesciato l'impasto sulla spianatoia e l'ho lavorato con la spatola di acciaio. Il risultato è stato ottimo e veloce.

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