giovedì 30 luglio 2009

Ravioli Capresi

Questa preparazione particolare, (dopo vedrete perchè) non la conoscevo, fino a quando Eugenio, moderatore ganzo di gennarino, ne chiese lumi.

ravioli-capresi

La ricetta,
anzi, il procedimento, mi incuriosivano non poco... molto interessante il fatto che l'impasto fosse fatto con farina e acqua bollente, pari peso dell'una e dell'altra.

Sì, pare incredibile, la prima cosa che ho pensato è stato, no, l'acqua è troppa!... ma poi, ho pensato, vabbè ne preparo tutta la dose, vorrà dire che ne verserò man mano... ma incredibilmente la farina se l'è bevuta tutta.
E, una volta cotto, l'impasto somiglia molto a quello dei ravioli cinesi cotti al vapore, e in effetti pare che la procedura, cottura a parte, sia proprio la stessa... ??

E vogliamo parlare del ripieno?
Pecorino freschissimo, ricotta e profumo di maggiorana! Sono questi ingredienti che ho usato per il ripieno, anche se le ricette in giro parlano di primo sale fresco e secco, ma che io non avevo.

...e leggendo Elisabetta Cuomo che scriveva...

"secondo me una buona caciotta di pecora (tipo cacioricotta) poco stagionata e mescolata a poca ricotta (250 gr di caciotta + 150 gr di ricotta + parmigiano e maggiorana) potrebbe essere una buona alternativa al primo sale, difficile da reperire, spesso. Don Alfonso dell'ononimo ristorante, usa la caciotta fresca tipo cagliatina di latte vaccino mescolata a pochi tuorli e maggiorana"

... ho pensato che alla fine l'importante, come sempre, è la qualità degli ingredienti, nulla da dire, quindi, ad un bel pecorino fresco di Pienza, mescolato a ricotta della stessa produzione!

Ah, una chicca! ... i ravioli oltre che conditi con sugo di pomodoro freschissimo e basilico, si possono friggere! E provate ad immaginare (anzi fateli, ehehehe) cos'è quell'impasto lieve, poi fritto, croccante dove il ripieno di formaggio in cottura diventa filante?

Per farla breve, Eugenio non ha mica dovuto pregarmi tanto perchè mi sacrificassi a provare questo piatto che poi lui avrebbe dovuto proporre ad una cena... ha semplicemente detto che si fidava di me ;-)



RAVIOLI CAPRESI
Ricetta liberamente tratta e riscritta da qui




Ingredienti:

per la pasta
500 di farina 00
acqua bollente circa 500 ml
2 cucchiai di olio o un cucchiaio di strutto
per il ripieno
280 gr. di pecorino freschissimo
150 gr. di ricotta
2 tuorli d'uovo
50 gr. di parmigiano grattugiato
un pizzico di noce moscata
un cucchiaino abbondante di maggiorana
sale se necessario
un pizzico di pepe

per condire
Sugo fresco di pomodoro al basilico

per friggere
olio extravergine di oliva o olio di arachide


Procedimento:

1. Mettere tutti gli ingredienti del ripieno in un frullatore per ottenere un impasto adatto a formare delle polpettine e se necessario salare leggermente.

2. Fare poi l'impasto dei ravioli facendo la fontana di farina sulla spianatoia e mettendo al centro l'olio e l'acqua bollente fino a formare un impasto sodo ma stendibile, non è detto che serva tutta l'acqua, molto dipenderà dall'assorbimento della farina usata.

3. Lasciar intiepidire appena e stendere delle strisce di sfoglia rigorosamente col mattarello, ma due alla volta perchè se si secca, poi le due sfoglie faranno fatica ad attaccarsi.
Su una delle due sfoglie posizionare, leggermente distanziate, delle polpettine di farcitura e poi ricoprire con l'altra sfoglia, avendo cura di pennellare con poca acqua attorno al ripieno e di far fuoriuscire l'aria premendo tutto attorno.

4. Con un tagliapasta formare i ravioli, recuperare i ritagli di pasta e riformare le sfoglie da riempire fino ad esaurimento della farcitura.

5. Cuocere i ravioli in acqua bollente salata per pochi minuti e condirli col sugo ed una spolverata di parmigiano.

6. Oppure friggerli in olio di oliva o di arachide salando leggermente i ravioli dopo la cottura perchè la sfoglia non è salata.
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lunedì 27 luglio 2009

I calamari gratinati di Antonia

Ancora una ricetta di Antonia, questa l'aveva pubblicata tempo fa' e si era raccomandata con me perchè la provassi, e aveva ragione perchè era veramente squisita!

calamari gratinati

Lo è, confermo, a distanza di tempo da quando l'avevo pubblicata, perchè, come al solito me ne dimentico... ma per fortuna nei forum i messaggi ogni tanto risalgono grazie a chi prova le ricette e posta i risultati, e per fortuna! ... perchè come ho rivisto questi calamari ripieni di provola filante, ho immediatamente chiamato il mio fido pescivendolo e glieli ho immediatamente ordinati... ah, Giuse', boni mi raccomando, chè la ricetta merita, eh?!

Ma che glielo dico affà, ha sempre un ottimo pesce fresco, i favolosi branzini vengono dalla sua pescheria, Laure' lo conosci vero Giuseppe, chiamato Peppe di Bolsena?
Vacci pure a nome mio e fatti trattare bene, ehehehee! ;-)

Vi copio la ricetta, scritta in modo semplice. veloce, sintetico, come solo Antonia sa fare, lei sì che ha il dono della sintesi, al contrario di me ;-)

CALAMARI GRATINATI

Ingredienti:
calamari medi*
provola
pane grattuggiato
olio exra vergine di oliva
aglio
prezzemolo
sale e pepe
*per questa ricetta si utilizzano solo le sacche dei calamari, con i tentacoli vi fate un sughetto.

Procedimento:
1. Pulire i calamari e tagliare ogni sacca in 3 pezzi.
2. In una ciotola mischiare il pane grattuggiato con un trito di aglio e prezzemolo, un filo d'olio, sale e pepe aggiungere gli anelli di calamari e mischiarli perbene in modo da far attaccare il composto.
3. Tagliare la provola a pezzetti grandi più o meno quando gli anelli e mettere un pezzo dentro ogni anello.
4. Disporre in una teglia oliata e mettere in forno a 180-200° per 15-20'
La provola sciogliendosi rilascia un sughetto veramente buono.


NOTE mie: ho servito con dei pomodori confit preparati facendoli gratinare in forno per 1 ora a 150° e spolverati con un trito misto di aglio, prezzemolo, origano fresco e timo. Olio, sale e pepe.

pomodorini
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venerdì 24 luglio 2009

Giochino dell'estate! Io vi do la ricetta, la FOTO la fate voi?


E' un concorso?
diciamo piuttosto il giochino dell' ESTATE e possono partecipare TUTTI, food blogger e NON!

Il fatto è che l'altro giorno sono tornata a casa, intenzionata a fare una crema di zucchine, non sapevo nemmeno io come, ne' quali ingredienti usare, so solo che ne avevo un bel po' in frigo, di quelle belle dell'orto, e tanta voglia di giocarci... certo, volevo qualcosa di semplice, anche veloce ma gustoso, e questa lo era!
La crema morbida contrastava perfettamente col croccante delle mandorle, e ... be', il resto scrivetelo voi ;-)

Peccato che quando sono andata per fotografare il piatto, mi sono accorta di avere la fotocamera scarica! Bene, mi son detta, pubblico senza foto, in fondo i miei lettori, un poco, si fideranno di me?


E poi l'idea...


... e se la foto la facessero i lettori?
giochino-estivo



Se la ricetta vi piace, replicate! ... anche con qualche modifica che la migliori, potete anche stravolgerla, insomma metteteci pure del vostro, poi, entro il 31 Agosto, fotografate e postate sul vostro blog insieme al loghino dell'iniziativa!


Le 3 FOTO più belle saranno pubblicate qui complete di link al blog e nome dell'autore!



Chi non ha un blog
può inviare la foto completa di nome ed eventuale link a sito anche non di cucina a aniceecannella@alice.ii

Le foto, in questo caso saranno pubblicate qui su Flickr


EDIT: avevo dimenticato basilico e maggiorana negli ingredienti e procedimento, perdonate, ma tanto qualche erba aromatica ce l'avreste messa lo stesso, vero? ;-)


p.s. inviatemi i link al vostro post completo di foto della ricetta eseguita, questi saranno pubblicati qui, insieme al nome del blog e dell'autore.

p.s.2 per le foto, un ripassino qui, o domande qui?

p.s.3 chi vorrà esporre subito il banner del "giochino" potrà copiare questo

Giochino dell'Estate



LE VOSTRE REALIZZAZIONI



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giovedì 23 luglio 2009

Storia di una foto e di una panna cotta senza colla di pesce

Ero poco più che bambina e già ricordo la mia passione per la fotografia. A scuola, quando ci chiedevano di svolgere un tema, quando era possibile, preferivo raccontare con le immagini, ho sempre pensato, infatti, che queste esprimessero più di mille parole...
Nel tempo questa passione si è rafforzata, e, quando è nata anche quella per la cucina, è diventata quella che io definisco una passione insana!

E' di solito in una cucina che nascono storie, ricette, racconti... spesso anche la storia della foto che ne consegue!
Riuscire con l'obiettivo a raccontare di un piatto, stuzzicare la curiosità della preparazione, immaginare, osservandola, il gusto della salsa che avvolge morbida la panna cotta, be' credo che dietro a tutto questo si celi piacere, piacere vero...

panna-cotta

E sarà appunto questo racconto, il mio post per Voiello, il piacere di raccontare la storia di una panna cotta, e di una foto...




PANNA COTTA AGLI ALBUMI
Quello che maggiormente mi piace, in una preparazione, è riuscire ad usare ingredienti il più possibile naturali, e quando, molto tempo fa, vidi questa panna cotta di Anna Calonaci fu amore a prima vista, anche se poi, come spesso accade, dimentico la ricetta tra la miriade di quelle salvate.

L'ho ripresa l'altro giorno, mentre pensavo alla meravigliosa proprietà degli albumi, sono un incredibile (ma mica poi tanto... ) addensante naturale, prova già ne era la mia ricetta della crema pasticcera, preparazione volutamente soda, ma morbida e avvolgente al tempo stesso, ma non è di questo che voglio parlare oggi...

... ma di questa meravigliosa panna cotta!


Ingredienti per 12 persone:
1/2 litro di latte intero
1/2 litro di panna fresca
125 gr di zucchero
125 gr di miele d'acacia
250 gr di albumi
20 chicchi di caffè
1/2 baccello di vaniglia
1/2 stecc di cannella
1 scorza di arancio
1 scorza di limone

Procedimento:
1. Mescolare latte, panna, zucchero, miele, cannella, vaniglia, arancio e limone più i chicchi di caffè portando piano piano ad ebollizione. Mescolare di continuo.
2. Appena giunti ad ebollizione, spegnere e far riposare per circa 1 ora.
3. Sbattere un po' gli albumi con la forchetta fino a che questi inizino a perdere tensione, e, soprattutto fino a quando s'inizino a formare le prime bollicine, ne va della riuscita finale della preparazione.
4. Filtrare ed unire agli albumi.
5. Imburrare uno stampo da forno o dei piccoli stampini e cuocere a bagnomaria per circa 1 ora e 45 minuti circa a temperatura di 160 gradi. Quando si toglie rimane morbido al tatto ma, raffreddandosi, raggiunge la giusta consistenza.
6. Sfornare da freddissimo e servire decorato con una salsa al caffè e cioccolato fondente ottenuta facendo bollire poca acqua, circa 3 o 4 cucchiai, 1 cucchiaio raso di burro, 3 quadrotti di cioccolato fondente e 1 cucchiaino colmo di caffè solubile.
Oppure con salse alla frutta, cioccolata o caramello.

Si conserva in frigo per diversi giorni e nel congelatore non ancora sformato.

NOTE:
1. avevo provato ad usare stampini in silicone, la panna cotta non si è rassodata, consigli?
2. usare l'acqua del bagnomaria già calda, non bollente, come mi aveva consigliato ornellaammodomio



STORIA DI UNA FOTO
Solitamente fotografo in un angolo della casa molto luminoso, quello che spesso ho descritto qui. Qualche mattina fa, invece, c'era una luce meravigliosa in cucina, che filtrava bianca attraverso le tende dell'unica finestra, e così ho deciso che quel giorno, mentre la panna cotta raffreddava in frigo dalla sera prima, avrei potuto provare senza riflettenti, senza specchio, ecc... adoro la luce naturale, che non è mai uguale al giorno prima e cambia durante le ore del giorno e mi permette di decidere di che tipo di luce nascerà la mia foto!

Per cui ho appoggiato la panna cotta sul tavolo, accanto alla finestra, la luce che arrivava da sinistra cadeva morbida sulla panna cotta, a destra invece arrivava lontana la luce della stanza accanto.
La panna cotta era morbida e rotonda per cui ho scelto un piatto ottagonale che rompesse la monotonia di quella rotondità, e un bordino in modo che delineasse e spezzasse il tutto bianco.
Inizialmente ho fotografato la panna cotta intera, poi mi sono accorta che il tutto era troppo statico, che ci voleva qualcosa, "un passaggio umano", quello che avrebbe reso la foto vera, e che soprattutto avrebbe fatto sognare di affondare il cucchiaino in quella meravigliosa dolcezza.

Non saprei se l'intento è stato raggiunto, a me questa foto piace molto, è una foto che ho pensato prima e dopo lo scatto, spesso fotografo molto più istintivamente, anche se penso che ognuno di noi, anche in un semplice scatto, debba seguire quelle che sono le proprie inclinazioni. Stavolta diciamo che ho usato cuore e testa...

Per la "ricetta" della foto, sono partita dal procedimento, per chi volesse provare a ricrearla e pensa siano necessari anche gli ingredienti tecnici, eccoli:

SCATTO:
Modello fotocamera: Canon 350d
Apertura diaframma: f/4
Tempo di esposizione: 1/60 sec.
Sensibilità iso: ISO-200
Distanza focale: 50 mm
Programma esposizione: manuale
Bilanciamento del bianco: automatico
Luce: naturale

Post Produzione: regolazione dell'esposizione, contrasto, livelli e bilanciamento colori.

Indispensabile: 1 pizzico di cuore, 1 di sentimento, 1 di fantasia!


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lunedì 20 luglio 2009

La cottura su piastra di sale dello Chef Sloveno Tomaz Kavcic

Mi piace la rete, soprattutto perchè è un'infinita fonte di informazioni...

saleflickr1

L'altro giorno su feisbuk, Maurizio di Palermo posta una foto e spiega un metodo di cottura che lui stesso ha appena provato: da un'idea dello chef sloveno Tomaz Kavcic, la cottura SU piastra di sale, NON IN crosta di sale!
Per me che non conoscevo questa tecnica, la cosa è stata una vera rivelazione...

Incuriosita, leggo gli oltre 100 commenti, poi faccio una ricerca in rete e scopro che il metodo di cottura, che definirei geniale, (anche se qualcuno dice anche che è vecchio di 4000 anni, evabbè, troppo vecchio, io non lo conoscevo ;-) ) è spiegato nel libro edito dal Gambero Rosso, Un pizzico non vale l'altro

Potete leggere QUI le pagine 126 e 127 del libro, messe a disposizione in anteprima.

In pratica si tratta di usare del sale grosso, meglio se integrale di salina, ricco, quindi, dei suoi oligominerali, questo fa la differenza col normale sale da cucina.
Si aromatizza con delle erbe, lo si versa, alto almeno due dita, in una teglia o padella in titanio o alluminio già rovente poi si porta a temperatura, circa 150° e si vaporizza con un infuso preparato con le stesse erbe.
Il sale, grazie all'alta temperatura e agli aromi vaporizzati insieme all'acqua, si compatta formando una piastra per cuocere pesce o carne, permettendo una cottura senza aggiunta di grassi, solo aromi, e, soprattutto, mantenendo inalterati sapori e consistenze.

Io ho trovato che il pesce cotto a questo modo, ho usato due meravigliosi branzini, avesse il sapore del pesce cotto alle braci, e il profumo del mare misto all'aroma delle erbe!
cit. dal libro: il segreto sono i vapori dovuti all'umidità del sale che evaporando trasmettono alla preparazione ricchi sali nobili. Così il sapore iodato del mare viene restituito al pesce...


LA RICETTA?
Diciamo più propriamente un metodo di cottura:

Tomaz Kavcic, la cottura SU piastra di sale


Procedimento:

1. Ho messo una vecchia teglia sul fuoco, era grossa per cui ho acceso due fornelli, ed era così vecchia e brutta che ci ho steso un foglio di carta di alluminio, anche secredo che con tutto quel sale, due dita, non ce ne fosse stato neppure bisogno. In ogni caso, in questo modo, pulirla è stato un gioco da ragazzi.

2. L'ho fatta scaldare a fuoco molto alto, e quando mi sembrava bella rovente, circa 4 o 5 minuti, ho versato 2 kg. di sale grosso che avevo mescolato assieme ad abbondante rosmarino, salvia e timo.

3. Nel frattempo avevo preparato un infuso preparato con una parte delle erbe così come spiegato nel video sotto.

4. Una volta rovesciato sulla teglia il sale aromatizzato, ho compattato stendendo in modo uniforme ed ho atteso circa 10 minuti. Dopodichè ho vaporizzato bene con l'infuso in modo che gli aromi contenuti nell'infuso si miscelassero al sale e ai suoi vapori.

5. Poi ho atteso che la piastra si indurisse, insomma che formasse una piastra, quindi ho nuovamente vaporizzato e adagiato i due branzini vaporizzando di tanto in tanto fino a cottura completa.

6. Puliti e mangiati caldi con un filo di olio extravergine di quello buono!

Note: Proverò con la carne di sicuro, ma pure coi costacei, e col sale marino integrale che stavolta, per la voglia di fare e subito, non ho usato... e piastrerò al sale anche le verdure, secondo me sepoffà ;-)


Per il procedimento guardate anche questo video pubblicato da L'Espresso

video-piastra-sale
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domenica 19 luglio 2009

Introduzioni e basi alla fotografia reflex 3

Continuiano le lezioni di fotografia di base di Michele Genito, questa volta l'argomento affrontato è:


CAPIRE IL DIAFRAMMA NELLE FOTOCAMERE

Il diaframma nelle fotocamere reflex ha un funzionamento simile a quello dell’iride nell’occhio, cioè chiudersi o estendersi al variare delle condizioni di luce. Questo succede anche nella fotografia con una scala adimensionale f che ne misura l’apertura riportandone i valori che vanno in genere da 1 a 32 (in teoria all’infinito).
1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 - 8 – 11 - 16 - 22 – 32


Questi valori sono impostati in modo che tra l’uno e l’altro ci sia un dimezzamento della luce necessaria ad esempio ad 1.4 avremo bisogno della metà della luce rispetto a 2.
Scattare in priorità diaframma (AV) è una delle regolazioni preferite da fotografi poichè consente di ottenere un risultato creativo a seconda di come questo viene impostato. Nelle foto sotto riportate è stato impostato in priorità il diaframma e noteremo come ad f4.0 lo sfondo sia sfocato, mentre salendo di valore è sempre piu nitido. Un’altra cosa importante da tenere in considerazione è il tempo necessario per catturare la foto infatti avendo un diaframma aperto la quatità di luce che lo attraversa è maggiore e di conseguenza ci vorrà meno tempo per scattare. Sono riportati i dati del diaframma e del tempo sotto ogni miniatura in modo da osservarne l’andamento.

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venerdì 17 luglio 2009

Bastoncini di pollo croccanti con salsa agrodolce

Questi bastoncini di pollo, subito ribattezati dai ragazzi, "i crosticini" li ho trovati girovagando qui, su Coquinaria e, insieme alla loro salsa agrodolce, mi hanno subito "preso"! E ci avevo raggione, ci avevo, ottimi!

crosticini di pollo

Li ha postati
FlaviaSole, ma ora, mentre scrivo, mi viene in mente che non ho ben capito se la ricetta è sua, oppure se l'ha presa da qualche altra parte! Per cui, (
mo è tardi se no glielo chiedevo) se qualcuno la riconosce come propria, non ha che da dirmelo e modifico immediatamente ;)
EDIT: potete trovare la ricetta originale, che fa parte di un meraviglioso buffet, preparato anche da Giovanna, Lydia e Mariella, QUI!

Tornando alla ricetta, dicevo, questi bastoncini di pollo, o crosticini, così rinominati a casa (ah, ai ragazzi sono piaciuti un sacco) sono ottimi e soprattutto non fritti, ma cotti in forno! ...e, anche se io sono stata tentata di friggerli (bastian contrario, ehehe... ), devo dire che invece la cottura in forno li ha resi comunque leggeri e croccantissimi, merito, credo, anche della panatura!

E la salsa? buonissima! assomiglia vagamente al ketchup, ma che dico? molto, ma molto più buona, diciamo anche vagamente orientaleggiante!
Vabbè, scrivo la ricetta con le mie piccolissime modifiche, nulla di che... ho sostituito il parmigiano della ricetta originale, con il pangrattato e spruzzato di olio di semi con uno spry, aumentato di un po' lo yogurt dell'emulsione e diminuito il curry, sì perchè mi pareva bello forte!
E per forza, viene direttamente dalla Turchia, a me lo ha regalato, insieme ad un sacco di altre spezie, Lory, è o no una mercante di spezie? Grazie Lory ;-)


BASTONCINI DI PETTO DI POLLO CROCCANTI
Far marinare in frigo per circa 12 ore 4 petti di pollo tagliati a striscioline sottili e lunghe con 4 cucchiai di yogurt e 1 cucchiaino raso di curry, più qualche goccia di succo di limone.
Impanarli poi in una miscela di 100 g di corn flakes sbriciolati, 40 g di semi di sesamo, 40 g di pan grattato. Disporli su una placca rivestita di carta forno, senza sovrapporli, spruzzarli con poche gocce d'olio di semi, usare uno spry, e infornarli per 25 minuti a 180°/ 200°, fino a doratura.

SALSA AGRODOLCE
Per la salsa, amalgamare 1 cucchiaio colmo di maizena con 125 ml di aceto bianco, in un pentolino, facendo attenzione a non formare grumi, aggiungendo 250 ml d’acqua, 125 g di zucchero, 60 ml di passata di pomodoro e 1 cucchiaino di brodo granulare di pollo. Portare a ebollizione e cuocerla a fuoco medio finché non si addensa, ci vorranno circa 40 minuti. Servire il pollo con la salsa a parte, in una scodella.

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mercoledì 15 luglio 2009

Scusate, c'ho il bloggo!

Prendo a prestito la battuta della simpaticissima alessandra (raravis) di menù turistico, essì ve lo dico... scusate, c'ho il bloggo!

Sarà il caldo, la stanchezza, che ne so... fatto sta che le idee mancano e se ci sono si accavallano come cavalloni in un mare in tempesta, sarà perchè sogno il mare e invece in estate mi tocca lavorare? grrrr!
Comunque a forza di accavvallarsi, finisce che quelle poche me le dimentico pure, perchè il cervello, lui andrebbe pure a mille, ma il corpo non recepisce proprio :-(

E allora mi approprio, anzi rubo, le ricette altrui, ehehe!!
Le avevate già viste? se sì, ve le rammento...
non le avevate viste? bene, allora mettetevi all'opera!

La ricetta è quella delle freselle, una sola ricetta, due modi completamente diversi di procedere, due persone completamente differenti, ma alcune cose le accomunano... il sorriso, la schiettezza, la simpatia contagiosa, e le friselle :-)
... che, per qualche strana alchimia, tutte e due hanno deciso di fare più o meno nello stesso periodo!
ovviamente diverse ;-)

friselle

Queste, quelle di Ornella di ammodomio, e già il nome vi dovrebbe far capire come si approccia lei ad una ricetta, ad un piatto, ammodosuo!
In che senso? nel senso che lei non ha dosi, non pesa nulla, fa tutto a occhio, per cui le sue ricette vanno assolutamente tradotte e interpretate secondo il vostro gusto, la vostra esperienza e l'estro del momento! se amate il rischio... ;-)

Per me, maniaca della precisione, che pure nella ricetta del pesto alla trapanese ho contatto esattamente le foglie di basilico, be' Ornella è una ventata d'aria fresca, quel che mi ci vuole per darmi 'na regolata!
Direi che ultimamente ci sto provando, vero, orne'? è divertente usare cup, cucchiai, e manciate, diciamo che ogni volta è una ricetta assolutamente diversa...

Per le sue friselle, l'unico aiutino che posso darvi (Ornella posso?) sono le dosi del pre-impasto, diciamo 1/5 di farina sul totale?
Boh, almeno credo... e l'acqua circa lo stesso peso della farina, praticamente la traduzione di "ho lasciato che il composto facesse le bolle" ... insomma direi che ha fatto un poolish, ma le sue ricette hanno mille interpretazioni, se vi va potete pure fare un lievitino ;-)

Leggetevi la ricetta di Ornella e buon divertimento, ah e mi raccomando non senza le capriole che lei ha fatto, seguendo il video che Tinuccia che aveva consigliato qui, in questo post!



Altro giro, altre freselle!!
Tinuccia, un nome una garanzia...


... così cara, anche nelle sue ricette :-)
Precisa, disponibile a qualsiasi spiegazione, mai banale... e vogliamo parlare del suo lievito madre?
Be' io potevo solo ucciderlo, lei invece lo cura, lo ama, lo coccola come un vero bimbo! ... e lui la ripaga, perchè nelle sue mani lievita, prende vita, e mai un fallimento, c'è un'intesa tra loro...

Poi di Tina, cosa volete che vi dica ancora? ve ne ho parlato tanto, oramai la conoscete, insomma se avete il lievito madre, aggiungo solo... fate 'ste friselle! ;-)

Insomma, siete avventurosi? allora, bolle e capriole ammodomio!
Vi piace seguire una ricetta passo, passo e senza sorprese? ammodosuo!

Buone friselle a tutti!!

p.s. emmò io quali fò?? mumble, mumble... che bloggo :-(

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