venerdì 29 maggio 2009

Maccheroncelli vongole e carciofi

Ok, è già venerdì, la settimana è finita e la mia dieta è appena iniziata... intanto ho perso quasi 2 chiletti, in 10 giorni, non male, eh?
Certo, la sera mi toccano certe scarpinate di un'ora a passo veloce, se no 'un c'è verso, non si perde manco un etto! Ma che dite, un piatto così, è proibitivo? ...vabbè facciamo che sicuramente per me è un piatto unico, c'è la pasta, il pesce e pure le verdure, se non proprio da dieta facciamo da mantenimento!



La ricetta è sempre della mitica Antonia di Napoli, e l'abbinamento vongole/carciofi è azzeccatissimo, tra l'altro sono gli ultimi, approfittiamone!


MACCHERONCELLI VONGOLE E CARCIOFI


Ingredienti per 4 persone:
500 gr di maccheroncelli
4 carciofi
1 kg.di vongole veraci
olio evo
sale
peperoncino
prezzemolo

Procedimento:
Pulite i carciofi, tagliateli in quattro spicchi e metteteli a bagno in acqua e limone. Poi tagliateli a fettine sottili e rosolateli in padella con olio, aglio e una tazzina d'acqua.
In una padella che dovrà contenere la pasta fate soffriggere olio, aglio, un pizzico di peperoncino e una manciata di prezzemolo tritato.
Unite le vongole sgusciate per la maggiorparte, precedentemente fatte aprire in un'altra padella e il loro liquido filtrato. Aggiungere i carciofi e lasciate insaporire.
Lessate la pasta molto al dente, scolatela e versatela nella padella continuando la cottura fino ad asciugare l'acqua delle vongole, unite del prezzemolo fresco, spegnete e servite.

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giovedì 28 maggio 2009

Un post da non perdere su la Pizza bianca Romana!

Voglio segnalarvi il nuovo post della mia Tinuccia che siccome ama quanto me la ricetta della mia pizza bianca romana, ma soprattutto adora impastare a mano, ha reso fattibile questa ricetta a tutti quelli che non hanno ne' impastatrice, ne' mdp!

Lei stessa dice... "E’ una tecnica che consiglio a tutti coloro che non posseggono impastatrici o macchine del pane per i loro impasti "blobbosi" e a tutti coloro che hanno sempre desiderato provare la Pizza romana di Paoletta, ma non avendo ausili in casa non ci hanno nemmeno provato"

Questo il suo risultato, vedete un po' voi se vale la pena o no, ma se non ci provate, be' non sapete cosa vi perdete...

Insomma, non perdete il post, la tecnica che ha scovato Tina sul blog francese Au Levain, è fattibile anche su altri tipi di impasto altrattanto idratati!!
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mercoledì 27 maggio 2009

Biscotti da famiglia

Come dicevo per i pasticcini di riso, le ricette del mitico Artusi, che pure nulla ha da invidiare agli oggi chef famosi, sono ricette che profumano di casa, di famiglia appunto!
Come questi biscotti appena sfornati..


Li leggevo sempre sul libro, che comunque potete scaricare
qui, ma non li avevo mai fatti, chissà perchè... poi li ha pubblicati Diletta, e me ne sono innamorata!
Io li ho rifatti secondo la forma che descriveva l'Artusi, anche se quella di Diletta mi piaceva moltissimo, voi usate lo stampino che preferite, tanto son buoni comunque, leggerissimi, delicati e profumati... ah sono adatti anche a chi è intollerante alle uova e ai bambini, anche piccoli. Perchè in fondo, cos'altro c'è se non ingredienti semplici come farina, zucchero e latte? eppure...

Una sola cosa mi raccomando, usate l'ammoniaca per dolci, come da ricetta, non sostituite con lievito chimico, perchè mai e poi mai quest'ultimo potrà conferire la stessa croccantezza e al tempo stesso la leggerezza e la fragranza dell'ammoniaca

Ah, dimenticavo... hanno un difetto grosso, con le dosi delle ricetta ne vengono pochi ;)
Ve la riscrivo qui come la scrive l'Artusi, e di seguito come ho fatto io...

BISCOTTI DA FAMIGLIA
«Sono biscotti di poca spesa, facili a farsi e non privi di qualche merito perché posson servire sia pel the sia per qualunque altro liquido, inzuppandosi a maraviglia. Farina, grammi 250. Burro, grammi 50. Zucchero a velo, grammi 50. Ammoniaca in polvere, grammi 5. Una presa di sale. Odore di vainiglia con zucchero vanigliato. Latte tiepido, un decilitro circa. Fate una buca nel monte della farina, poneteci gl'ingredienti suddetti meno il latte, del quale vi servirete per intridere questa pasta, che deve riuscir morbida e deve essere dimenata molto onde si affini; poi tiratene una sfoglia grossa uno scudo, spolverizzandola di farina, se occorre, e per ultimo passateci sopra il mattarello rigato, oppure servitevi della grattugia o di una forchetta per farle qualche ornamento. Dopo tagliate i biscotti nella forma che più vi piace, se non volete farne delle strisce lunghe poco più di un dito e larghe due centimetri come fo io. Collocateli senz'altro in una teglia di rame e cuoceteli al forno o al forno da campagna.» 

Ho setacciato la farina (250gr) con l'ammoniaca (5gr) e un pizzico di sale, poi ho aggiunto il burro (50gr) e sfregato insieme alla farina così come si fa per la frolla, poi ho aggiunto lo zucchero a velo (50gr) che tengo in dispensa fatto da me, aromatizzato alla vaniglia, la buccia di 1/2 limone grattato e il latte (100ml).
Ho lavorato circa 7/8 minuti l'impasto che poi ho steso in un rettangolo di circa 1/2 cm. di spessore. Ho passato il matterello rigato e tagliato in pezzi di circa 6 o 7 cm. x 2 o 3 c. ma fateli come vi piace, anche con lo stampino!
Li ho messi in una teglia coperta di carta forno e infornati a 180° fino a doratura.
Si conservano benissimo in una scatola di latta o biscottiera di vetro.

Ah, e come dice l'Artusi, si inzuppano a maraviglia!

p.s. Diletta dice che secondo lei è una frolla povera, secondo voi si potrebbe usare il lievito chimico e provarla per una crostata? Se qualcuno ci prova, ditemelo, eh?
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lunedì 25 maggio 2009

Cornetti allo yogurt supersoffici e quasi dietetici

Quando il destino ci si mette contro, be' io decido che mi metto contro di lui!!


Ve la ricordate questa, vero? Be', era la mia versione panbrioche semidolce della sua brioche dolce e aromatizzata!
Questa volta la volevo rifare pari pari, ma appunto il destino...

Inizio la mattina col poolish, dopo poco, 15 minuti, invece che un'ora, era gonfissimo... ma quanto caldo fa?? 
oddio e mo? non so che fare, la roba per il secondo impasto non è ancora pronta! 

Nel frattempo Laura mi invia un messaggio... Paoletta ci si vede per un coffee??
Essì! Primo perchè mi va di uscire con lei, secondo perchè mo sto poolish se aspetto ancora un po' mi collassa!
Per cui lo rimescolo per benino, come mi ha insegnato Adriano, e lo sbatacchio in frigo... così impari a non fa' il tuo dovere nei tempi stabiliti, tiè!

Al pomeriggio, lo ripiglio dal frigo, è caldo pure là dentro, incredibile  è gonfissimo!! evvabbè, inizio a impastare di corsa, prendo lo zucchero, e... noooooooooooooo, è quasi finito! ma questa è una congiura! ne rimedio 75 gr fra la scatola e zuccheriere varie... ok, saranno dietetici ;)
... ma pare che questa brioche non s'ha da fa'!! Devo uscire di corsa! ok, non ci demoralizziamo, incordo bene, aspetto 30 minuti e risbatto l'impasto in frigo!! 
impastino mio bello, non è che hai caldo anche te eh?? ... ma gli impasti lievitati, secondo voi hanno un'anima?? 
... domanda di una domenica sera  afosa da paura ;)
Tanto io so capocciona, che credi? e domattina ti tiro fuori e ti formo per le feste, cosa credi?

Infatti al mattino di buon ora la tiro fuori, lascio che prenda fiato per circa 15 minuti (sarebbe meglio mezz'ora ma è molto caldo) e dopodichè procedo alla formatura di deliziosi cornetti, fatti anche versione mignon per me che sono a dieta, ecchecavolo, me ne merito almeno uno??



Come ve la scrivo 'sta ricetta mo? Con tutti i passaggi in frigo, e se si esce al mattino per andare al lavoro, potrebbe tornare utile? ... o come l'ha fatta Adriano?

vabbè, scrivo la mia e linko la sua, voi fate come vi pare, vien bene comunque, come tutte le sue ricette!

Primo metodo, ricetta originale da fare in una mattinata, è QUI...

Se invece volete ottimizzare i tempi secondo i vostri impegni, io ho proceduto così:


CORNETTI ALLO YOGURT SUPERSOFFICI E QUASI DIETETICI

Ingredienti:
500gr farina (250 gr manitoba Lo Conte e 250 gr 00)
100gr latte
150gr yogurt (
il mio autoprodotto)
2 uova + 1 tuorlo
75gr zucchero
60gr burro fuso 
1 cucchiaio miele
12gr lievito fresco
7gr sale
2 cucchiai limoncello
Zeste grattugiata di 1 limone e ½ arancia
1 uovo per pennellare

Procedimento:
Al mattino, sciogliamo 1 cucchiaino di miele, il lievito e le zeste di ½ limone nel latte intiepidito uniamo 90gr di farina, mescoliamo e mettiamo al caldo fino a che gonfia. Dunque qui la ricetta dice 90 minuti, ma sarà il caldo terribile, a me dopo 20 minuti aveva raddoppiato. Per cui o dimezzate il lievito, o lo tenete d'occhio. Il poolish è pronto quando al centro inizia a fare un leggero affossamento.
Non appena pronto gli diamo una rimescolata e lo mettiamolo in frigo.

Alla sera, Mescoliamo il resto delle zeste allo yogurt.
Uniamo al polish, che nel frattempo dovrà essere ben lievitato in frigo (in caso contrario tenerlo un po' a temperatura ambiente), le uova, il tuorlo, metà dello zucchero e tanta farina quanta ne basta per incordare con la foglia. Aggiungiamo lo yogurt in 3 volte insieme al resto dello zucchero e della farina, che inseriremo gradualmente.
Incordiamo un poco, aggiungiamo il miele, il sale e in ultimo il burro lentamente.
Impastiamo bene, capovolgendo un paio di volte nell'impastatrice, fino a che non otterremo una massa lucida, elastica, ben legata, e bene incordata.
Dopodichè aggiungiamo il limoncello a filo ed impastiamo ancora qualche minuto.
Al bisogno, aggiungere un paio di cucchiai d farina, anche se usando una manitoba forte non ce ne dovrebbe esser bisogno.
Copriamo con pellicola, teniamo 30' a temperatura ambiente e trasferiamo in frigo fino al mattino.

Al mattino, tiriamo fuori dal frigo, aspettiamo 15/30 minuti secondo la stagione... in inverno 30') rovesciamo sulla spianatoia infarinata, sgonfiamo e diamo un giro di 
pieghe del tipo 2, senza stringere, e copriamo a campana.
Dopo 15’ stendiamo due rettangoli di circa 6/7 mm di spessore e formiamo i cornetti.


Lucidiamo con 1 uovo sbattuto e lasciamo raddoppiare a 28°. In inverno ci vorranno circa 90', in questi giorni è bastata 1 ora.

Lucidiamo ancora, cospargiamo con granella di zucchero, ed inforniamo a 170° per ca. 12’ o fino a che i cornetti saranno dorati. Prestiamo attenzione a non superare il punto di cottura ideale, che dovrà essere lasciato giovane, per non pregiudicare la sofficità.

IMPORTANTE: appena tiepidi, metteteli in un sacchetto di nylon per amimenti e si manterranno soffici, soffici per 3 giorni. Oppure congelateli immediatamente.
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venerdì 22 maggio 2009

Zuppa di Farro e Fagioli (di Sarconi) Toscana

Sì, vabbè mi pare di sentirvi, ehehe... che c'azzecca con 'sto caldo la zuppa di farro!!



Allora, primo la zuppa di farro è ottima anche tiepida, per cui pure in pieno agosto ... secondo, questa ricetta la dovevo a Tinuccia, e per ben due motivi!
Il primo è che quando mi è passata a trovare, oltre a tutte le cose che mi ha regalato, mi ha portato una splendida confezione di fagioli di Sarconi, tipici della Basilicata, precisamente i tabbacchini.
Il secondo è che quando siamo andati a pranzo, volevo farle assaggiare la zuppa di farro toscana, il problema è stato che quel giorno il grazioso ristorantino, ha preparato una zuppa che insomma, diciamo non era al meglio??
E allora, quale migliore pretesto (ma noi food bloggers ne abbiamo sempre uno... ) per andare a cercare del buon farro e far incontrare in una sola ricetta queste due splendide regioni e un'amicizia??

fra i Tabacchini di Sarconi da te.

E poi perchè Tinuccia ora 'sta zuppa, l'hai da fa', te la devo!!...
non hai il farro, vero?? ... ehehe nessun problema, intanto ti do la ricetta ;)

... voi prendete nota, non sia mai vi venga voglia leggendo !


ZUPPA DI FARRO E FAGIOLI TABBACCHINI
da La Cucina Toscana di Giovanni Righi Parenti (con qualche mia piccola modifica)

Per 6 persone occorrono:
2 spicchi d'aglio
1 carota
1 rametto di prezzemolo
1 ciuffetto di basilico
1 costa di sedano
1 foglia di salvia
1/2 cipolla rossa
50 gr di pancetta
200 gr di fagioli secchi
2 cucchiai di conserva di pomodoro, meglio se concentrato
sale
olio extravergine di oliva
250 gr di farro

Per i fagioli:
La sera prima mettere a bagno i fagioli, poi cuocerli al mattino con uno spicchio d'aglio in camicia e 1 foglia di salvia fino a cottura. Salare alla fine.

Per la zuppa:
Si inizia con un soffritto preparato nel fondo di una pentola capace, meglio se di coccio, con pancetta tritata, olio e un battuto di tutti gli odori.
Appena il grasso inizia a sciogliersi e le verdure ad appassire, si uniscono i 2/3 dei fagioli passati al passaverdure, avendo cura di aggiungere interi i restanti
Si fa insaporire qualche minuto insieme alla conserva di pomodoro, dopodichè si porta a volume con la stessa acqua di cottura dei fagioli, si aggiusta di sale e si farà sobbollire a fuoco basso e coperto circa 45 minuti.
Si completa con la cottura del farro che avremo preventivamente sciacquato bene sotto acqua corrente dentro un colino.

Qui la ricetta del Parenti dice di far cuocere il farro 40 minuti, a me pare ci abbia messo un poco meno, per cui immagino dipenda dal tipo di farro, assaggiate dopo circa 20 minuti.

Servire con pecorino a piacere, un giro d'olio buono e una spolverata di pepe! Con una zuppa così, ci si riconcilia col mondo intero...
p.s. il giorno dopo, riscaldata, è ancora più buona ;)
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mercoledì 20 maggio 2009

Orecchiette ricotta e pancetta

Questo è un piatto dalla semplicità davvero disarmante, ma così squisito e veloce che prende davvero voglia di farlo e subito! Così almeno è capitato a me...



Perchè la pasta con la ricotta la facevo già, ma non era così gustosa, io condivo molto semplicemente con ricotta, parmigiano e basilico... ecco, forse, anzi senza forse, mancava l'ingrediente "forte" come la pancetta, quello che caratterizza il tutto! 

Per cui, quando ho visto questo post da Laura, già mi ero innamorata del week-end da sogno che descriveva nell'agriturismo ciociaro e dei piatti che raccontava di aver gustato, quando poi ho letto orecchiette ricotta e pancetta e letto la ricetta offerta dallo chef Gerry, be', mi son detta... l'ho dda fa'! 
Accade a voi? Leggete una ricetta e vi scatta quelqualcosa, magari la stessa ricetta l'avevate anche letta un mese prima, un anno prima e non era accaduto nulla, ma in quel preciso istante, invece, ve ne innamorate! Boh... 

Comunque due giorni dopo, tanto ho resistito, avevo già la mia bella ricottina fresca, quella del Cugusi di Pienza che, accidenti se è bona!!
Le orecchiette, invece, le avevo già, regalo di Tinuccia, sisi mi ha regalato un mare di formati tradizionali, per cui per un po' mi divertirò a preparare piatti tradizionali che prevedano, orecchiette, strascinati, fusilli lucani, cavatelli, scialatielli... 
... ecco, quindi se avete ricette, consigli, condimenti e suggerimenti da darmi, io accetto volentieri, lo sapete, scrivetemi tutto quel che vorrete qui, io ne sarò felice :)

Intanto, però, provate questa... da fare anche se si torna a casa dieci alle due... che ci vuole? mettete a bollire l'acqua e pigliate la vostra ricottina fresca dal frigo...



Orecchiette con Pancetta e Ricotta di Pecora

ricetta gentilmente offerta dallo Chef Gerry
a Laura di Antro Alchimista


Ingredienti e Preparazione:

Cuocere le orecchiette in abbondante acqua leggermente salata. Nel frattempo tagliare a cubetti la pancetta e metterla a soffriggere in una padella con olio d'oliva.
Appena dorata aggiungere la ricotta di pecora precedentemente schiacciata con una forchetta e condita con pepe nero, parmigiano e qualche cucchiaiata d'acqua di cottura delle orecchiette. Appena le orecchiette sono cotte scolarle e saltarle nella padella con la Pancetta e la Ricotta.
Una volta impiattate spolverare con del parmigiano e del pepe nero e... Buon pranzo!

E se volete preparare le orecchiette a mano, seguite questa ricetta di gennarino
Per la formatura guardate il video di nonna Michelina!!
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lunedì 18 maggio 2009

Pesche dolci di pasta brioche

La ricetta di queste magnifiche pesche dolci, la pubblicò Paola Lazzari un anno fa' nel suo meraviglioso album (qui la sua versione col lievito istantaneo)! 
Tanto tempo ci ho messo a replicare, perchè non si sa perchè certe ricette le si fanno subito, per altre invece, forse proprio quelle a cui tieni di più, si fa passare un sacco di tempo...



E' vero anche che fino a qualche mese fa non avevo impastatrice e un impasto così, lavorarlo a mano (anche se volendo ci si può riuscire...) mi spaventava!
E così passai la ricetta a Tinuccia, perchè quando fa lei una cosa, sarà la grande amicizia che ci lega, è come se l'avessi fatta io, e vedere il suo magnifico risultato mi aveva a dir poco esaltato, ma tant'è...

Nel frattempo mi arriva l'impastatrice, tra le tante cose impasto il babà e prendo confidenza con un certo tipo di impasto, e intanto chiedevo di questa ricetta ad Adriano, il mio Maestro, che mi diceva... "Più che una brioche, è un babà briosciato, una brioche vera e propria difficilmente si riesce a bagnarla senza destrutturarla. Userei manitoba in purezza" ... 

E così ho intuito che le ricette che vedevo in giro, preparate con impasti "normali" non erano le vere pesche, e infatti prevedevano di scavare la peschina.
Le pesche, invece, che mangiavo da ragazzina, quelle che ora nelle pasticcerie è sempre più difficile trovare, si inzuppano, si piegano all'interno sotto il peso della crema, tanto sono soffici e non c'è bisogno di scavare!

Una pasta brioche ma che si inzuppa come un babà, ecco il segreto!

... e così, quando ho capito la ricetta, perchè alla fine di questo si tratta, devo capire una ricetta fino in fondo prima di poterla replicare, sabato mattina, una splendida giornata di sole, di quelle che ti mettono di buon'umore pure se non c'è nulla di nuovo... mi sono alzata con in testa queste pesche, e...  dopo averne assaggiata una, a mezzogiorno, il mio buon'umore è salito alle stelle... non appena ne mordi una, giuro, è il paradiso! soffici, lievi e profumate...


PESCHE DOLCI DI PASTA BRIOCHE 

Dice Paola ... "La ricetta, con delle piccole modifiche, era di un pasticcere della costiera amalfitana che ci realizzava, non delle pesche, ma un dolce creativo. Avendolo provato, mi ha ricordato le vecchie pesche che mangiavo da ragazzina e così ho leggermente modificato le dosi per adattarle a questa preparazione... "

La riscrivo qui esattamente come l'ho fatta io, diminuendo le dosi rispetto alla ricetta originale, usando tutta manitoba, una bagna differente, e la mia crema al limoncello. Ne vengono 12, forse 14 o 15...

Ingredienti per la pasta brioche:
Farina manitoba (meglio Lo Conte) 300g
zucchero 30g 
lievito di birra fresco 15g 
uova pesate col guscio 240g 
burro 75g + 15 gr per la formatura delle brioscine
sale 3g 
latte 60g

Per lo sciroppo:
zucchero gr 160

acqua gr 105
alchermes gr 60
2 cucchiai di liquore Strega

Unire l'acqua e lo zucchero nella casseruola e portarla a bollore. Far bollire circa 3 minuti. A fuoco spento, unire l'alchermes e la Strega.


Per la crema al limoncello:
200 ml di latte

50 ml di limoncello
1 uovo intero
75 gr di zucchero
40 gr di farina 00

Mettere in un pentolino il latte e il limoncello e portare quasi a bollore. Nel frattempo in un altro pentolino sbattere bene l' uovo con lo zucchero. Aggiungere la farina setacciata e amalgamare bene. Versare poi il latte caldo tutto di un colpo e far rapprendere a fuoco bassissimo mescolando sempre. In 3 minuti circa è pronta.


Preparazione della pasta brioche:
Sciogliere il lievito nel latte tiepido ed iniziare l'impasto unendo a poco a poco le uova una alla volta alternandole alla farina, quindi tutti gli altri ingredienti. Dare una prima incordatura leggera, lasciando 2 cucchiai di farina da parte per lo spolvero finale.
Aggiungere in ultimo il burro, e, non appena assorbito la farina rimasta.
Lavorare l'impasto a lungo finchè non si incorda, dovrà essere liscio, lucido ed elastico. Con la planetaria ci vorranno circa 20 minuti, se si fa a mano una mezz'oretta. Se con la farina rimasta l'impasto è ancora molto molle, aggiungerne ancora 1 cucchiaio raso o 2 ma non di più. 

Far riposare l'impasto, coperto, per un'oretta e quindi preparare delle piccole palline di circa 20/25 gr l'una e porle su una teglia foderata di carta forno. La pasta è molto simile a quella del babà, per cui usare il metodo della mozzatura, spiegato qui  e che, per comodità, riporto di nuovo...


Con le mani ben unte di burro, prendere piccoli pezzi di impasto e mozzare l’impasto fra pollice ed indice formando delle palline come potete vedere nella foto. Notare anche l’incordatura dell’impasto e le mani ben unte, casomai ungete ogni tanto.


Oppure procedete come consiglia Paola...  "nel caso si avesse difficoltà a formare delle palline utilizzare una tasca senza bocchetta"...

Io ho proceduto col metodo della mozzatura, anche se, sinceramente dopo aver pesato la prima pallina, con le altre sono andata ad occhio... e infatti le ho fatte di tre misure, piccole, medie e grandi! Alla fine, però, la compagna l'ho trovata a tutte :P
IMPORTANTE: qualunque metodo decidiate di usare, va evitato che si formino delle bolle sulla superficie della pallina, per cui stringete bene durante la mozzatura, portando la "pelle" dell'impasto da sopra a sotto.

Farle lievitare per 1 ora e 1/2 (questi tempi sono calcolati per questo periodo, fa caldo, e sono gli stessi tempi che ha usato Tina in Agosto... immagino che in inverno, ci vorranno 2 ore circa), quindi cuocerle in forno a 180°C per circa 10/15 minuti (dipende dalla grandezza). 

Preparare lo sciroppo ed inzupparvi le palline. Farle leggermente sgocciolare, e, strizzando leggermente, affondare con le dita ogni pallina per dare la forma concava, quindi passarle nello zucchero.
Poi accoppiarle due a due unendo un po' di crema. Poggiare le due pesche su dei pirottini di carta e decorare con la punta di un baccello di vaniglia (ma anche con della cioccolata tipo mikado) e due foglioline di menta.
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venerdì 15 maggio 2009

Come fare lo yogurt in casa, sodo e compatto

O meglio, come ho imparato a farlo senza yogurtiera e senza latte uht. Sì, perchè fino a poco tempo fa' facevo lo yogurt fatto in casa, solo con quest tipo di latte!
Col latte fresco mi veniva una roba liquidiccia e granulosa... ma poi, ormai si sa, so' capa tosta e ci devo riprovare... e poi, ma vogliamo mettere lo yogurt fatto col latte freschissimo, magari col latte crudo?



Detto tra noi, non è che ci voglia una scienza, e infatti facevo qualche piccolo errore ma che ovviamente pregiudicava il risultato finale.

Se seguite, invece, questo metodo, passo, passo, avrete uno joghurt sodo e compatto come quello greco, senza yogurtiera e senza bisogno di metterlo a scolare.

Quello che vedete qui nelle foto era compattissimo, purtroppo in questi giorni di caldo, le foto andrebbero fatte molto, molto velocemente e io non ce l'ho fatta, e infatti, versa qui, versa lì, nelle foto è meno compatto di quello che era in realtà, ma vi assicuro che viene bello sodo e compatto come il greco, con la differenza che quello ha un sapore lievemente formaggioso, questo pare una crema dolce, per nulla acido.


LO YOGURT FATTO IN CASA


Ingredienti indispensabili:

1 lt di latte intero e freschissimo, quello della vostra centrale del latte, meglio ancora se latte crudo, cercate se volete il vostro distributore più vicino, qui.

2 bei cucchiai (sì, solo due!) di yogurt bianco e intero. Meglio se il coop bianco, quello nella confezione rosa, altrimenti il kyr della Parmalat. Giuro che non lavoro alla coop, ma ne ho provati tantissimi, e con questo viene saporito, dolce e non acido.

1 pentola in acciaio ovviamente pulitissima

1 contenitore per alimenti di plastica opaca e a chiusura ermetica

1 colino per filtrare

1 cucchiaio

1 copertina di pile morbida e calda, i fermenti, si sa, amano il caldo

Raccomandazioni:
Il latte deve assolutamente essere intero.
E' impensabile ottenere uno joghurt compatto col latte parzialmente scremato o peggio ancora, scremato.
E, vi assicuro che, quello che faremo, sarà così compatto che il cucchiaino conficcato dentro, starà diritto da solo,

Lo yogurt dovrà avere una scadenza il più lontano possibile, meglio se 30 giorni, ma va bene anche una ventina di giorni. Questo perchè, più lo yogurt è fresco, più i fermenti saranno attivi e quindi più golosi di lattosio.
E' per questo, infatti, che lo iogurt è tollerato benissimo anche da chi è intollerante al latte.

Cominciamo:

Prendiamo il latte e mettiamolo nella pentola a fuoco molto dolce sul fornello medio. Dopo una decina di minuti circa (ma ovviamente controllate spesso) comincerà ad alzare il bollore. Non appena la panna si alzerà, e starà per raggiungere il bordo della pentola, spegniamo immediatamente. Togliamo con un cucchiaio quella panna, e, se non abbiamo problemi di linea (io non posso, sigh, sigh.. ) ce la gustiamo tutta!!

Copriamo la pentola con un piatto, per evitare il più possibile contaminazioni e mettiamola a bagno in una pentola più grande piena di acqua fredda. In questo modo il latte raffredderà molto più velocemente.

Ecco, ora qui dobbiamo fare attenzione... il latte sarà perfetto quando raggiungerà una temperatura di 40°non oltre, meglio anche 38°
L'errore che facevo io, ma non avevo il termometro, era di aspettare che fosse tiepido e basta, ma sicuramente non riuscivo a regolarmi bene, per cui immagino che lo lasciassi troppo caldo.
Per cui, se non avete il termometro, aspettate pure che sia freddo o appena tiepido.

Prendiamo adesso la ciotola di plastica e versiamo dentro 2 cucchiai di iogurt, aggiungiamo qualche cucchiaio (5 o 6) del nostro latte filtrandolo da un colino, ma se abbiamo tolto bene la panna, non ce n'è bisogno.
Mescoliamo con cura, non ci dovrà essere il più piccolo grumo.

A questo punto, accendiamo il nostro forno ad una temperatura di 50°, contiamo fino a 60 e andiamo a finire di preparare il nostro yogurt.

IMPORTANTE: il forno NON deve raggiungere i 50° ma solo diventare tiepido! per cui dopo 60 secondi, ma anche meno, va subito spento!

Aggiungiamo ora dolcemente il resto del latte mescolando bene. Copriamo col coperchio ermetico e avvolgiamo bene il contenitore nella copertina di pile e mettiamo il nostro contenitore nella sua copertina dentro al forno, mi raccomando copritelo bene, i fermenti sono freddolosi!
Chiudiamo lo sportello del forno... e aspettiamo circa 6/8 ore senza assolutamente muovere la ciotola, i fermenti sono anche permalosi, se li muoverete, non mangeranno lattosio e non produrranno lo joghurt.
Per cui, sappiate già che se avete deciso di fare lo yogurt, per quel giorno non dovrete assolutamente accendere il forno ed essere costretti a smuovere la ciotola.

Dopo le 6 ore controlliamo, togliendo la copertina delicatamente, se muovendo appena, vedrete che il liquido all'interno sarà ben compatto e sodo, il nostro yogurt è pronto!
Altrimenti lasciamolo fino a 8 ore, se necessario anche 12 ore.
Dopodichè va messo immediatamente in frigo!

IN ESTATE: da controllare il frigo, con il caldo, fa fatica a stare alla stessa temperatura interna che aveva in inverno, va regolato di nuovo! la temperatura ideale è 4/5 gradi.
Perchè anche se appena fatto è leggermente sodo, in frigo lo yogurt finisce di "compattare", cioè il siero si separa dallo yogurt, ma se le temperatura interna del frigo è sopra quella consigliata, fa ovviamente fatica e "fila"!

E al mattino faremo colazione con uno yogurt sodo, dolce e compatto come questo... che potremo aromatizzare con caffè, scaglie di cioccolato grattuggiato, marmellata, miele, cereali, frutta a pezzi... insomma come preferite!



Oppure potrete adoperarlo per preparare un delizioso pancarrè profumato come
questo o mettervi ad impastare un panbrioche come quello del post precedente!
E perchè, no, una bella panna acida? ... appena postata da cuochella!

O anche dell'ottimo formaggio cremoso, il labne per esempio, postato da Elena, Comidademama, leggetevi anche il suo bel post sullo yogurt.

Io che non sono un'amante dell yogurt, questo fatto in casa me lo mangio anche così, ogni tanto una cucchiaiata, direttamente dal contenitore in frigo.

Ah, a proposito del contenitore in frigo... vedrete che, man mano che vi papparete lo yogurt, questo rilascerà, nello spazio dove lo yogurt è stato prelevato, dicevo rilascerà del siero. Non lo maneggiate assieme allo iogurt, altrimenti ne pregiudicherete la consistenza, ma o lo lasciate lì, o potrete scolarlo... datelo al gatto ne è ghiottissimo, almeno il mio e gli farà anche molto ma molto bene!

Si conserva circa 15 giorni, ma difficile che superi la settimana, almeno a casa mia.

Importante: quando vedrete che starà per terminate, non dimenticate di lasciarne da parte 2 cucchiai che userete come madre per il prossimo joghurt.
E vedrete che, se il primo era ottimo, i successivi saranno eccellenti!


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