venerdì 9 luglio 2010

La pasta frolla di Pascale

Una delle cose che mi piace dei corsi, è anche il fatto di parlare con tante persone, di scambiare ricette, consigli, a volte trucchi e di quotidianità, invece, mica si trovano tutti i giorni una trentina di persone tutte assieme con le quali parlare di cucina :)

la frolla di Pascale

Be' della pasta frolla avevo già detto nel blog, avevo pubblicato il procedimento passo, passo del mio metodo, mi ero applicata con la ovis mollis... e devo dire poco altro ancora. Be' la pasta frolla non è una di quelle preparazioni che occupano troppo spesso i miei pensieri culinari. Non capita spesso che vada a cercare nuovi metodi, a parte quella volta lì, o che mi metta a provare nuove proporzioni degli ingredienti.

La crostata poi non è nemmeno una di quelle cose che preparo spesso, a volte sì, giusto se devo far fuori qualche marmellata, e devo dire che non l'amo particolarmente.
Alla Tenuta, invece, ho assaggiato quella di Pascale, ed aveva qualcosa di diverso...
Pascale, lo avevo già scritto, è la deliziosa francese proprietaria della Tenuta San Marcello, l'agriturismo che ha ospitato i corsi delle Marche.
Pascale mi confessava che lei non cucina moltissimo, ma ci tiene a dire che le colazioni le prepara lei e infatti la tenuta profumava di buono, di casa.

Quando ho assaggiato la sua frolla, le ho chiesto subito e mi ha raccontato che è stato insieme a Massimo che è arrivata a quella che è la loro ricetta, della quale, e insieme, vanno molto orgogliosi.

Quel che mi ha colpito è stato il tono dolce, un poco rustico al tempo stesso, grazie a poca farina integrale e quel pizzico di sale che di solito non senti, e che invece nella loro crostata percepisci, ma ovviamente non prevale, ma che dava quel contrasto dolce/salato che mi ha fatto letteralmente impazzire.

E com'è - mi sono chiesta - che io nella mia frolla non lo sento?
Allora Pascale, mi ha raccontato - o è stato Massimo? - forse tutti e due, che la ricetta l'hanno studiata insieme, che il sale non lo setacciano insieme alla farina, ma lo aggiungono alla fine, all'ultimo rimescolamento di tutti gli ingredienti!
Be', penso che la rifarò spesso in questa maniera, il lieve tocco rustico e il contrasto del sale che rompe quel troppo dolce che hanno quasi sempre le frolle, mi ha affascinato intanto la segno qui, sul blog, altrimenti rischio di perdere quel foglietto volante che (spero) stia ancora nella mia borsa...


LA PASTA FROLLA DI PASCALE

Per una crostata:
200 gr di farina 00
30 gr di farina integrale
30 gr di fecola
1/2 bustina di lievito chimico
100 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1/2 cucchiaino raso di sale

Procedimento:
Be', non c'è da dire molto se non che vanno setacciate le farine e il lievito, va messo tutto insieme nel mixer tranne il sale che va messo giusto all'ultimo giro.
Per il resto tutto come una normale frolla, va in frigo, va lasciata riposare 30' (anche se mi pare che Pascale abbia detto che non la lascia neppure riposare) e va stesa in uno stampo da 24/26 cm.
La cottura, al solito, 180° fino a che è dorata.