giovedì 26 febbraio 2009

Non torte, ma crostate di mele!

Mamma mi fai la torta di mele? Ma non questa, quella con la crostata intorno!
Sì, perchè tempo prima, avevo fatto quella Alsaziana di Adriano, quella con la crostata intorno, appunto ;)



Poi, alla seconda richiesta, e come si può negare una torta, opss, una crostata di mele se il figliolo te la chiede? ...non avevo la panna, per cui, dopo una breve ricerca, decido per la crostata semplicissima di Francesca Spalluto
Squisita e approvata anche questa!

Crostata di mele con composta da te.

CROSTATA DI MELE SEMPLICISSIMA CON COMPOSTA
(tra parentesi le mie note)
 
Per la frolla (io ho usato la mia frolla con 40 gr di zucchero e 250 gr di farina)
200 g di farina
100 g di burro
30 g di zucchero
un pizzico di sale
un uovo
un cucchiaio di acqua ghiacciata se serve
 
Setacciare la farina con lo zucchero e il sale, procedere come per una normale frolla, sbriciolando velocemente la farina e il burro e amalagamare con l’uovo, eventualmente, solo se necessario aggiungere un cucchiaio di acqua ghiacciata. Far riposare almeno mezz’ora.
 
Foderare una teglia da crostate di 20 cm di diametro e rimettere in frigo.
 
Per la composta di mele
4-5 mele piccolo/medie
50 g di zucchero
½ limone
 
Appena sbucciate le mele, strofinarle con mezzo limone, tagliarle a dadini (peso netto circa 550 g per la crostata di 20 cm). Metterle a stufare con lo zucchero in una pentola dal fondo pesante. Io non devo aggiungere neanche acqua, basta tenerle semi-coperte all’inizio. In circa 30-40 minuti sono fatte, devono essere morbidissime, ma non proprio ridotte in pure’. Alla fine scoperchiare e alzare la fiamma, far leggeremente caramellare, in ogni caso deve essere asciutto. Stendere su un piatto in modo da far raffreddare velocemente.
 
Per la decorazione
2 mele medie
½ limone
poca gelatina di albicocche (o marmellata)
poco burro fuso
zucchero di canna (facoltativo)
 
Versare la composta di mele nel guscio.
Sbucciare le mele per la decorazione e strovinarle con il limone. Io le taglio a meta’, le scavo con l’attrezzino per fare le palline di melone e le taglio in quarti. Le affetto con la mandolina. Se non l’avete, dovete avere un po’ di pazienza e affettarle tutte uguali, massimo 3 mm di spessore.
 
Preriscaldare il forno a 220°
 
Adagiare le fettine di mela sulla composta, bisogna metterle molto serrate, perche’ le mele in cottura di “restringono” e’ importante che non si veda assolutamente la composta.
Il secondo cerchio, interno, lo riempio andando in senso contrario. Spennellare di burro fuso le mele e mettere in forno, sul ripiano piu’ basso (e’ importante per cuocere bene il fondo). Dopo 10 minuti abbassare a 170° e continuare per circa mezz’oretta.
Man mano bisogna rigirare la torta e spennellare con un po’ di burro.
Alla fine, spolvero con poco zucchero di canna e burro e accendo il ventilato. Oppure si puo’ mettere sotto il grill, coprendo con la stagnola I bordi e stando a guardare, altrimenti brucia. Le mele devono essere dorate, leggermente scure ai bordi, e la frolla dorata. Stemperare un po’ di marmellata di albicocche con poca acqua, passarla al setaccio e spennellare la crostata. 

Note mie:
A differenza di Francesca, ho aggiunto 2 cucchiai di marmellata di albicocche alla composta di mele. E ho spolverato di zucchero semolato misto a cannella prima di infornare a 200° statico per 10' e poi a 180° fino a completa doratura della frolla.


venerdì 20 febbraio 2009

Il pancarrè di Adriano

E mentre lui provava la sua baguette, io studiavo la mia, ma di quest'ultima posso solo farvi vedere la foto, la ricetta è ancora in sperimentazione... e, nel frattempo, provavo anche il suo pancarrè

pancarrè e marmellata da te.

Di solito faccio il mio profumato allo yogurt, abbastanza leggero, il suo, invece, ha sapori più connotati e molto, molto buono, ma quando una sua ricetta non lo è?
La scrivo com'è nel suo blog, per la formatura a baguette, cliccate sul link della sua baguette e vedrete il passo-passo.


IL PANCARRE' DI ADRIANO
E' una ricetta semplice che può essere realizzata facilmente a mano e che regala un pane morbido e fondente.
Può essere arricchito con erbe aromatiche e, una volta cotto, si presta ad essere congelato

Pancarre di Adriano  da te.

Ingredienti:
500gr farina W 250 (in alternativa farina 0 per pizza, 12% proteine)
300gr latte intero
70gr burro di cui metà fuso
20gr strutto (o ancora 25gr burro)
10gr sale
5gr lievito
1 cucchiaino lecitina di soia + 50gr acqua (facoltativo – l’acqua va adoperata solo se usiamo la lecitina).

E' importante che l' impasto risulti morbido ma non molle, per cui l'idratazione va regolata secondo la capacità l'assorbimento della farina che si utilizza, riducendola anche del 15/20%, se non si dispone di farina ad alto assorbimento. Per la consistenza, fare riferimento alla foto dell'impasto concluso.
Consiglio di aggiungere gli ultimi 50gr di latte solo se l'impasto la chiede.

Sciogliamo il lievito in 250gr di latte tiepido, incorporiamo 230gr di farina e lasciamo gonfiare a 26° (ca. 2 ore). Se disponiamo di lecitina, polverizziamola nel macinacaffé e stemperiamola nell’acqua intiepidita.

Aggiungiamo nella ciotola il latte rimanente, la lecitina, la farina riservandone una manciata, avviamo la macchina a vel 1. Quando la massa si sarà compattata, ma non ancora incordata, inseriamo a filo il burro fuso freddo insieme al sale e, all’assorbimento, la farina rimanente. Portiamo la velocità a 1,5 ed incordiamo, dopodichè inseriamo a bassa velocità il burro restante e lo strutto. Lavoriamo a velocità sostenuta finchè la massa non si presenterà semilucida ed elastica.

A mano: facciamo la fontana, al centro mettiamo il poolish, il latte e l’acqua con la lecitina ed impastiamo fino a compattare la la massa. Inseriamo il burro fuso insieme al sale e lavoriamo fino ad incordare. Incorporiamo i grassi e continuiamo a lavorare battendo spesso l’impasto sulla spianatoia, fino a che non diventerà elastico e lucido.

Copriamo e lasciamo puntare 30’.

Rovesciamo l’impasto sulla spianatoia, appiattiamolo leggermente con le mani, dando forma pressoché quadrata e diamo le pieghe del tipo 1. Rimettiamo nella ciotola con la chiusura sotto e lasciamo lievitare, coperto, a 26°, fino al raddoppio (ca 2 ore).

Poniamo l’impasto sulla spianatoia e, senza lavorarlo, avvolgiamo lasco a palla, copriamo a campana. Imburriamo uno stampo da plum cake.

Trascorsi 15’, ribaltiamo la sfera , appiattiamo con le mani ed avvolgiamo a baguette. Dopo 10’ allunghiamo ad una misura circa tripla rispetto allo stampo, pieghiamo in due ed avvolgiamo.
Sistemiamolo nello stampo, pennelliamo con pochissimo latte e lasciamo lievitare coperto a 26° fin quasi al raddoppio.

Inforniamo a 200° con vapore per 10’. Riduciamo a 180° e portiamo a cottura (ca 30’), togliendo l'acqua negli ultimi 5'.

Pancarrè di Adriano da te.

Lasciamo raffreddare avvolto in un panno di cotone.

mercoledì 18 febbraio 2009

Le castagnole alla ricotta di Nazzareno Lavini

E dopo  i krapfen, le graffe, le bombe e le frittelle di riso, chiudo il Carnevale con le castagnole alla ricotta di Nazareno Lavini!



Erano anni che non riuscivo a fare castagnole degne di questo nome, sì perchè le sapevo fare, ricetta della mia tata che poi ho perso, ma non riesco a ricordarla!
Finchè girovagando sul forum di Susanna, trovo questa ricetta e decido per l'ennesimo flop, che invece flop non si è rivelato, ma...
un successo, ottime!!
Meno male che quando mi metto in testa una cosa divento capricorno, anche se son pesci!
 
Castagnole di Nazareno Lavini (chef)
 
50 gr. di burro
150 gr. di zucchero
buccia di 1 limone ed 1 arancia grattugiate
300 gr. di ricotta romana
5 rossi d'uovo
500 gr. di farina
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
150 gr. di latte
 
zucchero al velo quanto basta


Amalgamare gli ingredienti (tutti a temperatura ambiente) nell'ordine sopra riportato. Lavorare poco. Fare delle palline come se si volesse ottenere degli gnocchi e friggere in olio do arachide profondo e ben caldo.
 
Rotolare nello zucchero al velo.
 
NOTE: Io prendevo dei grossi pezzi di impasto e formavo dei cordoncini che rotolavo man mano sulla tavola spolverata di farina, tagliavo a tocchetti e arrotondavo a pallina, poco più grossa di una noce.

lunedì 16 febbraio 2009

Pasta, patate e... provola!

Sì, perchè, senza provola, è una pasta e patate qualsiasi! 

Pasta patate e provola

Me lo disse Teresa al raduno di gennarino, quando le dico che, da quando Antonia ha postato la sua pasta e patate, faccio solo quella, e lei mi fa... non la chiamare "pasta e patate" ma 
pasta, patate e provola, altrimenti è una pasta e patate qualsiasi!

E' vero, infatti prima di conoscere questa ricetta di Antonia, facevo una pasta e patate qualunque. 
Questa è cremosa, la provola si scioglie e si amalgama alla pasta facendone un tutt'uno di sapori, e la pancetta da quel tocco forte che la rende, questa anche, intensa...
Non sono brava a descrivere sapori, ma provatela perchè vi assicuro che è una vera poesia!

Antonia ha un prezioso libretto del suo papà dove ci sono delle meravigliose ricette della tradizione napoletana, e sono una più preziosa dell'altra, le farò tutte prima o poi, intanto, come l'ha scritta lei o quasi, la...

PASTA, PATATE E PROVOLA
 
La prima cosa da fare è preparare un brodo vegetale leggero da tenere caldo e tagliare le patate a pezzetti.
In una pentola, meglio se di coccio preparare un soffritto con olio, cipolla, sedano e pancetta, aggiungere le patate e far rosolare alcuni minuti.
Quando le patate sono belle stufate unire 2 cucchiai di concentrato, metà brodo caldo e, se l'avete, una crosta di parmigiano, coprire e portare a cottura.
Versare altro brodo e al bollore calare la pasta. Controllare e mescolare spesso aggiungendo poco brodo per volta, alla fine deve risultare cremosa.
Una volta cotta spegnere, unire la provola a cubetti, mescolare, coprire e lasciare riposare per un paio di minuti, mangiarla con una bella spolverata di parmigiano.
 

Variante di Maria Letizia:
Si lascia la pasta a metà cottura e leggermente brodosa, ma proprio poco, è difficile azzeccare l'equilibrio... poi si aggiunge provola, pepe nero, pecorino e una vrancata di basilico spezzettato e poi in forno, a 220°, in modo che pasta si finisce di cuocere, si asciuga e i sapori si amalgamano.
 
L'ho provata anche così ed è favolosa!

giovedì 12 febbraio 2009

Cuoricini piccanti

cuoricini

Un'idea sfiziosissima per San Valentino, veloci e facili da preparare, i 
cuoricini di Glutine
Io li ho fatti piccanti, con un pizzico di peperoncino nell'impasto ed una spolveratina sopra, anche se forse ho abbondato un po', voi fate a vostro gusto ;)
E vanno benissimo, oltre che per il 14 Febbraio, anche per buffet o compleanni, e delle forme che preferite... sono adatti ad essere farciti con salumi, splendidi con una fetta di salame!

cuoricini piccanti da te.

CUORICINI PICCANTI

Ingredienti:
200 gr farina 00
350 gr farina 0
125 gr panna fresca
55 gr acqua circa
55 gr latte
30 gr olio extravergine di oliva (4 cucchiai circa)
12 gr lievito di birra
8 gr di sale
8 gr di lievito chimico per dolci (mezza bustina)
1 uovo intero
5 gr di malto d’orzo (un cucchiaino raso)
sesamo e peperoncino a piacere
 
Come procedere:
Batti in una piccola ciotola l’uovo e aggiungi la panna amalgamando bene.
Fai la fontana setacciando insieme le farine e il lievito chimico (quest’ultimo “asciuga” l’impasto e rende il prodotto finito più fragrante).
Stempera il lievito di birra con l’acqua, il latte e il malto, incorpora un poco di farina e poi gli altri ingredienti unendo il sale alla fine.
Forma l’impasto e impasta per 8-10 minuti.
Ungi una teglia, adagia l’impasto, copri e fai lievitare sino al raddoppio (un’ora circa).
Stendi l’impasto col mattarello senza lavorarlo, ottenendo una sfoglia di poco meno di mezzo centimetro di spessore.
Ricava con lo stampo dei piccoli cuori e disponili nelle teglie rivestite di carta da forno.


cuoricini stampati da te.

Cuoci subito a 230-240° per 11 minuti circa (devono risultare leggermente dorati).
Li puoi servire tiepidi, tagliati a metà e farci con una fettina di salame di ottima qualità.

Anche così, da soli, uno tira l'altro...


cuoricino spezzato da te.

lunedì 9 febbraio 2009

Il Croissant francese

C'è una stagione per ogni cosa...


... specie in cucina!
Ci si avvicina a quest'arte iniziando dalle piccole cose, chè anche quelle, se fatte con amore, sono le più difficili da fare.
I croissants, li ho sempre visti come qualcosa di irraggiungibile, anzi, se torno indietro con la memoria, credo che anni fa' non ci pensassi proprio. Poi la passione per i lievitati, pian piano si cresce, e non ti basta più, ma il croissant, lo guardi e pensi, no no, non ce la farò mai.
Ma la rete ti sbatte ogni giorno, tra i vari blog, i forum, le sue immagini che ti catturano, ti rapiscono, e un giorno pensi... ci devo provare! E diventa quasi una sfida con te stessa...

Come sempre quando devo far qualcosa, anche una piccola cosa, inizio a cercare, a capire cosa e come devo fare, non riesco a lasciar nulla al caso. E un impasto sfogliato, non è una cosa da affrontare se non hai cognizione completa di cosa stai facendo e soprattutto perchè!
Di ricette in giro ne ho viste tante ma per tanti motivi nessuna mi convinceva, o c'erano le uova, e nel croissant francese le uova non ci sono, o non c'era la lievitazione in frigo, fondamentale, e i sistemi delle girate più di uno, insomma sarò incontentabile, ma non trovavo LA ricetta!
Poi un giorno chiedo al mio Maestro, e lui mi connferma quello che avevo già intuito... la tradizione francese prevede tre girate a tre... pare uno scioglilingua!
Poi apro "Panificando" di Giorilli, nulla, i croissant sfogliati non ci sono. Ma persevero e inizio a leggere tutte le ricette che prevedevano una sfogliatura... ne trovo una, "Fiocchi ai sapori" ma è salata, è una pasta sfogliata ma salata, e c'ha pure l'uovo!
Non demordo, e decido di rischiare modificando la ricetta... tolgo l'uovo, integro con liquidi, aggiungo lo zucchero, diminuisco di poco il sale e procedo...
La prima volta la sfogliatura non è venuta bene, i croissant ottimi però, per cui ci riprovo la seconda volta facendo più attenzione a quest'ultima!
Il croissant non deve essere bucato dentro, ma l'interno è alveolato, io lo chiamo tipo a "nido d'ape" non so se è corretto... in ogni caso, quando la seconda volta ho tagliato il croissant e l'ho vista, non potete capire la felicità, mi pare LEI!


Si vede ancora meglio nelle ultime foto, la 34.


I CROISSANTS

Ingredienti:
500 gr di farina 00 W280/300 ho usato la Caputo Rossa (in alternativa 250 gr manitoba e 250 gr 00)
275 gr di acqua
25 gr di burro
8 gr di sale
60 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra fresco

290 gr di burro per il tournage (vengono bene anche con 250 gr)
1 uovo per la spennellatura finale

Procedimento:
Impastare tutti gli ingredienti nella planetaria o a mano, sale e burro a metà impasto, per circa 20 minuti, fino a che l'impasto è bello elastico. Mettere subito in frigo, coperto con pellicola, per 6 ore circa, a 4°/5° non di più.

Per i giri della sfoglia o "tourage" posto la spiegazione e le foto passo, passo. Credo che le immagini possano spiegare molto più delle parole:




  • 1. Tirar fuori il panetto di burro freddo di frigo, spolverarlo bene di farina e coprirlo tra due fogli di pellicola.
  • 2. Batterlo col mattarello fino ad appiattirlo ad un'altezza di circa 1/2 cm. In ogni caso dovrà essere largo quanto l'impasto* e lungo i 2/3 di questo. Riporre il rettangolo di burro così ottenuto in frigo coperto da pellicola.
    *Se preferite, stendete prima l'impasto, misuratelo, mettetelo in frigo steso su un vassoio coperto di pellicola e procedete a battere il burro della misura giusta.
  • 3. Prendere l'impasto dal frigo, posarlo sulla tavola leggermente infarinata, e sgonfiarlo bene per far uscire i gas della lievitazione.
    Stendere col mattarello un rettangolo alto circa 1 cm.
  • 4. Riprendere il panetto di burro dal frigo e posizionarlo sul rettangolo di impasto, deve occupare i 2/3 inferiori di questo, facendo bene attenzione a lasciare 1 cm. libero di lato.
  • 5. Piegare sul burro la parte di impasto libera.
  • 6. Sovrapporre ora su questa, la parte di impasto coperta dal burro.



  • 7. Girare ora il panetto di 90°, avendo cura che la parte aperta sia alla vostra destra.
  • 8. Stringere con le dita i bordi della pasta in modo da sigillare il panetto di burro all’interno della sfoglia.
  • 9. Picchiettare ora col mattarello il panetto in modo da distribuire il burro in modo uniforme, e al tempo stesso stenderlo in un rettangolo che abbia il lato corto davanti a voi, ad uno spessore di circa 8 mm.
  • 10. Piegare verso il centro prima il lembo inferiore della sfoglia.
  • 11. Poi quello superiore.
  • 12. Girare il panetto di 90° sempre con il lato aperto alla vostra destra. Chiuderlo bene con le dita, coprirlo con pellicola e metterlo su un vassoio in frigo, a 4/5°, per 40 minuti.



  • 13. Tirar fuori il panetto dal frigo.
  • 14. Togliere la pellicola ed iniziare il secondo giro o, alla francese, "tour simple".
  • 15. Stendere un rettangolo con il lato corto davanti a voi, spessore circa 8 mm.
  • 16. Fare di nuovo le piegature, piegare verso il centro prima il lembo inferiore della sfoglia.
  • 17. Poi quello superiore.
  • 18. Girare di 90°, sempre col lato aperto alla vostra destra.
  • 19. Impacchettare e mettere in frigo, 4/5° per 40 minuti.




  • 20. Terza ed ultima girata.
    Tirar fuori il panetto dal frigo e ripetere i giri come ai punti 15, 16, 17 e 18.
    Impacchettare con pellicola e mettere in frigo per l'ultima volta, sempre 40 minuti.
  • 21. Tirar fuori il panetto dal frigo e stenderlo in un rettangolo lungo e stretto, alto 7/8 mm.
    Questa volta lavorarlo col mattarello solo nel senso della lunghezza.
  • 22. Tagliare dei triangoli isosceli con un coltello ben affilato che abbiano una base di 8 o 10 cm.
  • 23. Io ne ho fatti 9 grandi (base 10 cm.), e coi ritagli laterali che non erano esattamente triangoli, ci ho fatto dei saccottini.
  • 24. Praticare un taglio di 1 cm e 1/2 circa al centro della base.
  • 25. Formare i croissant ...
  • 26. ... tirando leggermente e delicatamente con le mani, più lungo è il triangolo più giri si riescono a fare e più bello viene esteticamente. Si inizia ad avvolgere strettino, partendo dalla base verso la punta e allargando il taglio.
  • 27. La punta si fa in modo di farla capitare sulla parte anteriore e sotto il cornetto, altrimenti in lievitazione o in cottura si solleva.
  • 28. Dopo aver arrotolato, curvare leggermente le punte laterali verso di voi.

    A QUESTO PUNTO ABBIAMO DUE STRADE:

    1. Attendere la lievitazione e cuocere
    2. Mettere i cornetti appena formati su un vassoio coperto di carta forno, poi coprire i croissants con pellicola e mettere in freezer.
    Non appena si saranno congelati, potranno esser trasferiti in un sacchetto.
    Quando si vorrà cuocerli, basterà scongelarli circa 6 ore prima su una teglia coperta da carta forno, poi procedere come sotto.



  • 29. Posizionare i croissants sulla placca coperta di carta forno.
  • 30*. Far lievitare per circa 1 ora e 1/2 a circa 20°, se la temperatura è sotto i 20° ci vorranno 2 ore, e coprire con pellicola.
  • *EDIT: mi sono accorta, rifacendoli, e grazie ai consigli di Katia, che vengono molto meglio se lievitano almeno 2 ore e 1/2, se la temperatura non supera i 20°, anche 3 ore.
  • 31. Pennellare con 1 uovo sbattuto, spolverare con zucchero semolato
  • 32. Portare il forno statico a 220°e infornare per 5/6 minuti a questa temperatura.
  • 33. Dopodichè abbassare la temperatura del forno a 180°e proseguire fino a cottura completa, circa 7/8 minuti, ma è bene regolarsi dal colore del croissant che deve essere di un bel biondo scuro.
  • 34. Se avremo fatto tutto correttamente, il croissant avrà una sfogliatura ariosa, ben alveolata, non dovrà essere bucato, e la crosta sarà leggera, croccante e friabile.


mercoledì 4 febbraio 2009

Tartellette di semolino, cioccolato e pistacchi di Bronte

Crostatine alla crema di semolino

Di questa torta l'Artusi dice "Questa è una torta che alcuni pasticcieri vendono a ruba. Chi non è pratico di tali cose crederà che l'abbia inventata un dottore della Sorbona; io ve la do qui imitata perfettamente." 
Mio figlio, invece, quando propongo in casa qualcosa che lui gradisce, e se non gradisce lui, son ... (nel senso che non è buono) mi dice sempre "mamma, ti prego, questa ricetta va bene così, NON sperimentare!"

Ma è più forte di me, non ce la faccio, DEVO sperimentare, devo provare...
Per cui, dopo aver fatto tempo fa' la Torta coi pinoli del mitico Artusi, così come da ricetta, pian piano mi sono sbizzarrita con delle varianti, quest'ultima è stata molto apprezzata!

CROSTATINE DI SEMOLINO, CIOCCOLATO E PISTACCHI DI BRONTE

Per la frolla:
  • 250 gr di farina
  • 3 tuorli
  • 1 pizzico di sale
  • 115 gr di burro 
  • 105 gr di zucchero
  • scorza grattuggiata di 1/2 arancia 
Per la lavorazione della frolla, potete guardare QUI
Far riposare in frigo almeno 4 o 5 ore, si può preparare anche il giorno avanti.


Per la crema di semolino:
  • 1/2 Lt. di latte
  • 100 gr di semolino
  • 65 gr di zucchero
  • 10 gr di burro
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • Odore di vainiglia
Procedimento:
Far bollire il latte col pizzico di sale, non appena avrà raggiunto il bollore, versare il semolino a pioggia, mescolando contunuamente a fiamma bassa fino a che non avrà raggiunto una consistenza soda.
Fare intiepidire ed aggiungere l'uovo sbattuto, lo zucchero, la vaniglia, il burro. Mescolare bene e far raffreddare completamente.


Per la glassa di cioccolato
Ho usato la stessa della Sacher Torte, ne basta metà dose:
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 35 gr di burro
  • 1 cucchiaio d'acqua
Procedimento:
Far sciogliere a bagnomaria 100 gr di cioccolato fondente con 35 gr di burro e 1 cucchiaio di acqua (fidatevi, non impazzisce), mescolando continuamente; il fuoco deve essere dolcissimo e l’acqua non deve bollire assolutamente, anzi, è meglio che ogni tanto togliete tutto dal fuoco per far perdere un po’ di calore. Quanto il cioccolato sarà diventato bello fluido e lucido lo si può versare sulle crostatine.

crostatine-semolino

Per la decorazione:
Pistacchi di Bronte a granella. 
Io ho usato quelli che mi aveva regalato Marjlet a Natale.

Pistacchi di Bronte

ASSEMBLAGGIO:

Stendere la frolla e foderare 6 o 7 formine. Versare dentro la crema di semolino e mettere in forno caldo a 180° fino a completa doratura della frolla.
Lasciar raffreddare le tartellette, sfornare su una gratella fino a completo raffreddamento. Versarvi sopra la glassa di cioccolato e decorare co i pistacchi.
E' stato più lungo scrivere la ricetta he eseguirla!