mercoledì 9 dicembre 2009

Torrone tenero, facile, da fare in mezz'ora!

E' possibile?? Devo dire la verità, dopo aver letto un sacco di ricette che recitavano, mescolare incessantemente per un'ora e mezza, sinceramente credevo di no, e invece... eccolo qua, che vi pare? A me, e non solo a me, è piaciuto parecchio!

torrone home made

Confesso che la pasticceria in genere mi spaventa, mi intimidiscono le dosi precise al milligrammo, le temperature esatte di sciroppi e quant'altro, però... però, ebbene sì, dopo aver letto la ricetta ho detto, ok mi pare molto facile, oddio mica ci sarà la fregatura? ogni volta che lo dico spatascio!
Indispensabile il termometro, (evvai ogni tanto lo adopero anche io, magari mi da un tono, ahahaha!!) ... cheffò? ci provo?? yess, ci provo! e pace, alle brutte butto l'ennesima ciofega, essì che spesso ne faccio, ehehehe!

Insomma, non che non avessi sentito parlar bene della ricetta, anzi, su coquinaria ne dicono meraviglie, è che... veramente sarebbe bastata una frusta a fare il miracolo?? ad evitare un lungo rimescolamento ipnotico??
Be', in effetti poi ho pensato alla maionese, quella tradizionale fatta battendo con la forchetta ore olio e tuorlo, e quella col minipimer, che non sarà quella tradizionale, ma è buona, ah, non si fa così?? boooh, però è bbona lo stesso, così come questo torrone, facile, veloce e buonissimo ;-)
Provatelo, casomai avete perso 30 minuti, poi mi dite eh?? Io li rifaccio per Natale, poi mi voglio divertire con frutta secca, canditi...

TORRONE TENERO ALLE MANDORLE E PISTACCHI, ma anche due nocciole!
fonte Coquinaria, scrivo di nuovo la ricetta dettagliata di particolari, modifiche, note, ecc.

Ingredienti:
350 gr di mandorle spellate
50 gr di nocciole spellate
50 gr di pistacchi

Per lo sciroppo:
30 gr di acqua
100 gr di zucchero

Per la montata a caldo: (si dice così??)
40 gr di albume
100 gr di miele (ho usato quello di acacia)

Aromi:
scorza di un'arancia grattugiata
1 cucchiaino di estratto di vaniglia home made

2 fogli di ostia (non li avevo, ho usato la carta forno :(( ... )
1 termometro (assolutamente indispensabile!)


Procedimento:
  1. Tostare a circa 120° per una decina di minuti (anche a occhio, assaggiate) la frutta secca, e lasciarle in forno al caldo.
  2. Far bollire, a fuoco basso, 30 gr di acqua con 100 gr di zucchero, mettendo prima lo zucchero nel pentolino, poi l'acqua, e portarlo a 135°(145° se si vuole un po' piu' duro) senza mescolare mai.
  3. Nello stesso momento porre a bagnomaria, 40 gr di albume con 100 gr di miele, e montare continuamente con le fruste elettriche.
  4. Lo sciroppo raggiungerà i 135° circa quando la montata di albume e miele sarà bella spumosa, soda, e soprattutto tenderà a staccarsi dalla ciotola nella quale si sta lavorando, assumendo il caratteristico profumo di torrone.
  5. A questo punto lo zucchero sarà giunto a temperatura, quindi versarlo a sul composto (qui ci vorrebbero quattro mani, se potete fate aiutarvi) e aggiungere a questo punto la frutta secca calda.
  6. Mescolare bene, poi aggiungere la scorza di un'arancia grattugiata e la vaniglia, quindi lavorare la massa finche' risultera' bella compatta.
  7. A questo punto versare il composto su una cialda, (... carta forno, grrr) bagnarsi le mani con acqua gelida, e compattare il tutto dando una forma regolare, (io ho fatto un rettangolo, alto circa... ehmmm l'altezza del torrone) mettervi sopra l'altra cialda o carta forno e pressare bene il tutto, sia sopra che ai lati.
  8. Coprire bene, mettere al fresco (io ho messo fuori della finestra) e tagliare dopo circa 10/12 ore con un coltello a lama liscia e molto affilata!

... e quant'è bbonooooo, sì questa, ve la racconto... dico a mio figlio

lo vuoi assaggiare?
ok! (aria scoglionata come al solito, pare ti faccia un favore :(( )
com'è?
uhmm, sì, buono (sempre per farti un favore, non sia mai, eh??)
ne vuoi ancora?
no! ( :((((((( ... )
anzi sì! ( :D :D :D )

lunedì 7 dicembre 2009

Giochino d'AUTUNNO, finalmente le Premiazioni!

Stavate già pensando che me ne fossi dimenticata, dite la verità?!? seee, ma quando mai?... la verità è che le ricette arrivate sono state tantissime, oltre 70! e chi se lo aspettava??
Giochi d'autunno
Per la verità, non se lo aspettavano neanche i Maestri, altrimenti avrebbero accettato?? uhmmm, ma sì che mi vogliono bene, verooo??! :)
E' per questo voglio ringraziarli immensamente, senza di loro, senza la loro professionalità tutto questo non sarebbe stato possibile, quindi, grazie ad Adriano e grazie a Carlo!

Per me è stato anche bellissimo leggere con quanta passione avete partecipato a questo gioco e di questo voglio ringraziarvi tutti, vincitori e non!
Per il grande entusiasmo che avete messo nella partecipazione, e perchè, anche se di un gioco si tratta, per la passione che ci avete messo, e quel pizzico di sana competizione che aiuta a far sempre meglio!
... quindi, per quanto mi riguarda, avete vinto tutti!

I Maestri, invece, come da regolamento, hanno dovuto scegliere, e per forza di cose qualcuno escludere, ma vi assicuro che per loro non è stato facile, dietro ogni ricetta c'era non solo coinvolgimento, ma anche un pizzico di voi :)
Bene, passiamo alla classifica dei vincitori, comprese le menzioni speciali (anche alla fotografia, assegnate da me medesima ;-) ) e il premio "le ricette del cuore" ...

Scrivo pari pari ciò che ho ricevuto da loro, io ho apprezzato molto (e spero anche voi) il fatto che i Maestri per ogni piatto, non solo abbiano lasciato la motivazione della scelta, ma anche un piccolo commento su come migliorare il piatto!


I LIEVITATI premiati dal Maestro Adriano
1° posto (due pari merito)

Intreccio scaldacuore di Pane, burro e marmellata

Menzione speciale per la cura della fotografia, bella la luce, quel raggio di sole scalda veramente questo lievitato ottimamente eseguito!
brioche primo p-1

Lievitato ben costruito e ben condotto, originale l'uso di farina di mandorle abbinata al vin santo. Unico appunto: il sale va sempre calibrato, in questo caso ne andrebbero 8 - 10gr, parecchio più di un pizzico.
Adriano Continisio


Menzione speciale per la foto, ben eseguita, da veramente l'idea dell'autunno con i suoi colori caldi, bella la composizione.
IMG_3919fi

Interessante la nota rustico/dolce dell'impasto abbinata al ripieno ricco e ben proporzionato (meriterebbe una formatura prigioniera, di modo da accenturare lo scambio aromatico con il lievitato). Buona la conduzione, un po' scarsino il sale.
Adriano Continisio

2° posto (due pari merito)
Originale la maturazione in conserva ed interessante il bilanciamento del ripeno. La ricchezza del lievitato ed il sistema di cottura, rischiano però di rendere il tutto un pò troppo pesante. Manca l'indicazione del sale.
Adriano Continisio

Buona l'idea del farro, ma troppo lungo il poolish. Interessante il mix aromatico dell'impasto, un po' prevalente il pecorino.
Adriano Continisio

menzione di merito a
Pagnotta d'Autunno di Pamela G.
Per l'equilibrio degli ingredienti, peccato un po' troppi gli errori.
Adriano Continisio



I DESSERT premiati dal Maestro Carlo Sichel

1° posto
Io che premio un tiramisù? Chi mi conosce direbbe: è impazzito! Eppure trovo qui realmente encomiabile l’impegno con cui tutti gli elementi di questa ricetta sono stati fatti home made. Premio al lavoro e alla buona esecuzione quindi, anche se probabilmente domani mi rimproverero’ perché la ricetta è un pochino carente di genio.

2° posto
Qui invece premio l’ottima idea e la presentazione, magari sorvolando su qualche errorino nella preparazione della patè a bombe per la mousse, e sul fatto che magari la gelatina di gewurztraminer si sarebbe potuta fare in casa.

3° posto (due pari merito)
Dolce finir dell’estate di Il blog di Paolino
Ogni singolo elemento è stato ben costruito. Un piccolo appunto sotto il profilo estetico: sembra che tutti gli elementi costitutivi si siano incontrati per caso nel piatto. Magari un piccolo sforzo in più nella coreografia!

Kase sahne torte di La riccia che pasticcia
Grande impegno e sufficiente fantasia nelle varianti della versione classica. Anche qui, magari un piccolo sforzo in piu’ nella presentazione!

4° posto
Certo, un dessert non nuovo nella concezione, ma che al tavolo di un ristorante fa sempre la sua figura. Forse il tant pour tant avrebbe potuto essere un po’ piu sottile, ma mi piace il fatto che lo zucchero qui non è stato sprecato. Poi quel vino dolce versato in un bicchiere da grappa...



I PIATTI SALATI premiati dal Maestro Carlo Sichel

1° posto
Be', nel assegnare l’ambito primo posto a questo piatto, sono stato a lungo titubante. Perché l’autore è un personal Chef ed è ovvio che la sua esecuzione abbia una marcia in più. Pero’, siccome nel regolamento del gioco, non è prevista l’esclusione dei cuochi, ho deciso di premiarlo.
Che dire. Ottima l’esecuzione di un piatto che certamente ha una tendenza molto dolce, ma che nel gioco di consistenze, di colori e di sapore si sposa perfettamente col titolo del gioco.

2° posto
Bel piatto e ben eseguito. Ottimo bilanciamento delle consistenze (con il croccante dei tagliolini e la cremosità della salsa di taleggio), dei sapori (il dolce dei fichi che fa da contraltare al sapido del taleggio) e dei colori.

3° posto (due pari merito)
Piatti rustici ma che in maniera gustosa mettono insieme gli ingredienti d’autunno previsti nel gioco. Un po’ pallidina la brise’, che forse avrebbe dovuto cuocere un po’ più a lungo.


A questo punto una mia iniziativa: assegno il PREMIO “le ricette del cuore” a pari merito alla Focaccia di farro al pecorino toscano di La cucina della socia e alla Miascia di Claudette.

Ricette della tradizione, che fanno riemergere profumi, sapori, ricordi legati alla storia ed alla cultura di ciascuno di noi e che costituiscono un patrimonio culturale che abbiamo l’obbligo di preservare e diffondere.

Carlo Sichel


Altre due menzioni speciali alla fotografia:

Semi di Papavero di Elga per la Brioche all'uva rosata.
Le sue foto hanno sempre una luce molto bella, in questa in particolar modo è curata la composizione, belli i colori caldi che richiamano l'autunno. Corretta l'esposizione.

Briochine 2


La Pera cotta
di Annalisa, per gli Scones salati alle noci
Le sue foto sono sempre molto curate sia nella composizione che nell'esposizione. Buona la luce, tenue, che richiama ai primi freddi mattutini.


Spero vi siate divertiti, ancora
grazie di cuore a tutti per queste meravigliose ricette d'Autunno, qui a disposizione di tutti!

venerdì 4 dicembre 2009

Le crocchè di patate palermitane

ehmm, mi sono venute un pochetto troppo colorite, però non si sono aperte, essì perchè la "sfida" era questa, cuocere le crocchè di patate palermitane, senza panatura - così pare vadano fatte - e riuscire a non farle aprire, se n'era parlato qui!

crocchè palermitane o cazzilli

Le crocchè palermitane, a differenza delle crocchette napoletane, non solo non hanno panatura, ma neppure uovo nell'impasto, in pratica solo patate, possibilmente farinose, prezzemolo, sale e pepe... insomma, difficilina la sfida!
Davvero mi pareva incredibile poter friggere 'sti cazzilli - è vero che si chiamano anche così?? - senza che si spatasciassero tutti in frittura, specie dopo che avevo letto di chi ci ha provato più volte e non ci era riuscito, fino a che Antonia, sì sempre la mitica, ci prova col suo sistema...
... in pratica lo stesso che usa per le crocchette napoletane e che le aveva insegnato sua mamma, me ne parlò a Napoli, e subito decido che sì, appena torno ci provo!

In corso d'opera, ne ho scoperta un'altra, soprattutto avevo in mente l'immagine delle crocchè crude, perfettamente lisce e compatte, quasi lucide...
Non c'è ricetta, secondo me, è un sistema di preparazione, ora se il "trucco" che ho adottato vada bene non lo so, ma so che con questo e con i consigli e suggerimenti di Antonia, non solo le crocchè non si sono aperte, ma erano morbidissime all'interno, e con una deliziosa crosticina fuori :)
Le ho fatte così:

LE CROCCHE' DI PATATE PALERMITANE

La sera prima ho lessato le patate in poca acqua, con tutta la buccia e ben coperte; normalissime patate di quelle sfuse, credo farinose, ma Antonia dice che non è importante, quanto invece lo è cuocerle la sera prima.
Le ho messe a scolare nello scolapasta fino al mattino dopo, poi le ho passate nello schiacciapatate, le ho condite con sale, pepe e abbondante prezzemolo, qui leggevo anche menta, e le ho passate una seconda volta nello schiacciapatate. Immagino, forse, che se avessi usato il passatutto, forse sarebbe stata sufficiente una sola passata, vedete voi, l'impasto non deve avere il più piccolo grumo, almeno credo.
Palermitani in ascolto che ne pensate?? Si accettano altri consigli, suggerimenti e quant'altro!

E qui viene il bello, e la mia scoperta (sarà quella dell'acqua calda??)... non ho avuto problemi a formare la prima crocchetta, è venuta subito bella liscia e lucida come si vede nelle foto dei link che ho già messo, o anche qui, ma già alla seconda crocchetta, con le mani sporche della prima, la superficie non veniva piatta e lucida, ma tutta bucherellata, perchè l'impasto si attaccava alle mani, quindi??
Quindi me le sono lavata, le ho asciugate alla meglio, lasciandole appena umide e ho proseguito così, in questo modo, così come per gli impasti lievitati appiccicosi, le patate non si attaccavano alle mani, e la superficie rimaneva assolutamente liscia.

Mi rendo conto che la cosa è lunga e noiosa, formare la crocchè, lavarsi le mani, formare la crocchè e così via... ma ha funzionato!
Anche se poi dopo Antonia, mi ha raccontato di averle passate sul piano di marmo della cucina, be', voi fate come vi trovate meglio, ma assolutamente importante è che la crocchè venga liscia e lucida, almeno credo ;-)
Una volta che le ho formate tutte, le ho messe allineate e distanziate su un piatto, le ho coperte con un panno, no pellicola che altrimenti crea condensa, e le ho riposte in frigo. Vanno lasciate a riposare da un minimo di 3 ore, fino a 8 ore circa, anche questo è molto importante per la buona riuscita.

Dopodichè ho scaldato dell'abbondante olio di semi di arachide molto bene, fuoco grande fiamma alta, in un pentolino piccolo, ma alto e stretto e ho fritto le crocchè, due alla volta non di più, è importante! in questo olio profondo. Le ho scolate poi bene su carta assorbente.


piesse: dopo le prime 4 crocchè, Antonia suggerisce di abbassare appena la fiamma, altrimenti l'olio continua a scaldarsi e quelle successive vengono un po' colorite, come le mie.
embè - penserà qualcuno - non le potevi fotografare quelle cotte al punto giusto?? eh, no! - rispondo - le prime ce le siamo mangiate caldissime ;-)

mercoledì 2 dicembre 2009

I biscotti al cioccolato di Annalisa Barbagli

Flavia, la vuoi smettere?? ... essì, ancora lei, ama i biscotti, s'è capito?? Prova una ricetta nuova, magari pure cioccolatosi tipo quest'altri qui, e poi mi viene a provocare!

chocolate cookies AB

Hai capito che sono a dieta (sempre :(( ) e stuzzichi (grrr!!)... o sai anche tu che in casa c'è chi adora la cioccolata?? :))
Sappi che pure sul set fotografico me li sono mangiati!?

Ve li propongo così come li ha presentati lei qui, la ricetta è della mitica Annalisa Barbagli!
Quanto durano Flavia?
Che dici, potrebbero essere un bel regalo natalizio cioccolatoso, magari insieme a questo preparato per cioccolata, in fondo bisogna iniziare o no a pensare a qualche regalo di quelli mangerecci??

Li ho proposti già in passato, lo faccio di nuovo perchè meritano davvero. Sono dei biscottini delicati e cioccolatosi, uno tira l'altro. La ricetta è di Annalisa Barbagli, ciò che propone incontra molto spesso i miei gusti.
Ho apportato delle variazioni alla ricetta originale, ma non ricordo bene quali, dovrei aver semplicemente ridotto la dose degli zuccheri.
Come al solito, niente foto... che Babbo Natale mi porti la D40 a Natale?! Chissà! Poi mi toccherà rompere un bel po' le scatole a Paoletta!

Flavie', intanto ti auguro che il Natale ti porti questo bel regalo, poi vediamo... :)


BISCOTTI AL CIOCCOLATO di Annalisa Barbagli

Ingredienti:
  • 160 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 120 gr farina
  • 100 gr di burro di ottima qualità
  • 40 gr zucchero
  • 40 gr zucchero di canna
  • 50 gr di nocciole o noci in pezzetti (io ho usato le nocciole)
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino da thè di lievito in polvere
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Procedimento:
  • Mettere il cioccolato sul tagliere e ridurlo in scagliette con un coltello pesante.
  • Setacciare la farina con il lievito.
  • Raccogliere il burro, morbido a pezzetti in una terrina insieme ai 2 tipi di zucchero e montare bene.
  • Unire l'uovo sbattuto (a temperatura ambiente) e, continuando a mescolare, unire poco alla volta la farina, poi la frutta secca, il cioccolato, la vaniglia.
note: io a questo punto (per la seconda infornata) ho messo in frigo l'impasto nel frattempo che si scaldava il forno, ho notato che i biscotti mantengono più la forma a questo modo
  • Fare dei mucchietti (usando come unità di misura un cucchiaino da thè) e distribuirli su una teglia rivestita di carta forno, distanziandoli di 5 cm perchè si allargheranno. Mettere in forno a 170 gradi per 10/15 minuti, in ogni caso fino a quando i bordi non cominceranno a diventare scuri.
  • A cottura ultimata, rimuoverli con una spatola e metterli a freddare su una griglia.

lunedì 30 novembre 2009

I veri ricciarelli di Siena, da un'antica ricetta del 1879

I ricciarelli sono una di quelle preparazioni alla quale ho sempre guardato con timore, un timore quasi reverenziale, non tanto per la difficoltà, quanto per il fatto che è una di quelle ricette così antiche, che mette, almeno a me, quasi soggezione. La soggezione che viene dal rispetto della tradizione.

ricciarelli©

Per anni l'ho letta e riletta nel libro di Giovanni Righi Parenti, quasi da impararla a memoria, ma il coraggio di farla è arrivato solo quest'anno, e, voi non ci crederete, ma al mattino, dopo averli impastati la sera avanti, mi tremavano quasi le mani mentre li formavo a rombo, esattamente come spiega il libro.
Ma, ripeto, non è una ricetta difficilissima, anzi è fattibile. E poi, i cavallucci li avevo già fatti, mancavano proprio loro da aggiungere alle preparazioni di Natale per eccellenza, almeno quelle senesi, anche se ce ne sarebbero altre, ma be', spero di riparlarne...

Piuttosto nella ricetta trascritta a mano dal capomastro della fabbrica del Parenti, c'è forse un'imprecisione sulla quantità degli albumi, sicuramente dovuta al fatto che, come si legge nel libro, il foglio delle ricette tramandate, è molto vecchio e ingiallito, per cui forse quasi illeggibile, e per questo motivo, prima di postarli li ho fatti due volte, ma questo come sempre quando posto qualcosa di nuovo, soprattutto se ho sperimentato qualche aggiunta.

Infatti, così come dice il libro, oggi nei ricciarelli, per renderli più porosi, quindi anche più leggeri, si aggiunge ammoniaca per dolci (reperibile in farmacia), e difatti sia per questo motivo, per trovarne quindi la giusta dose, sia per al forma (forse quella del libro è più antica rispetto a quella che si trova attualmente), li ho appunto fatti un paio di volte, e non che sia stato un sacrificio!
E devo dire che, se la prima hanno avuto molto successo a casa, per la seconda sono andati in estasi, e credetemi, lo dico senza alcuna falsa modestia.

Ma d'altra parte, come potrebbe essere altrimenti visto che si parla di una ricetta datata 1879 e che proveniva da un celebre convento famoso per i ricciarelli? Usata poi dal capomastro Carlo Guerrini nell'industria Parenti che preparava i migliori ricciarelli di Siena!


I RICCIARELLI DI SIENA, ricetta del 1879 dalla fabbrica G. Parenti di Siena - ne ho ridotto le dosi per un uso famigliare e apportato qualche lieve modifica -

Per 1 kg di ricciarelli:
A.
300 gr di zucchero bianco
400 gr di mandorle pelate e asciugate 10' in forno a 50°
50 gr di farina
15 gr di scorzetta d'arancio candita (o la buccia grattata di 4 arance)
1 fialetta di aroma di mandorle
B.
20 gr di zucchero
20 gr di farina
1/2 cucchiaino raso (i miei sono piccolini) di ammoniaca per dolci (reperibile in farmacia)
1/2 cucchiaino raso (i miei sono piccolini) di lievito per dolci

C. (per la lega)
47 gr di zucchero
14 gr d'acqua
D.
20 gr di zucchero vanigliato
2 albumi di uova piccole/medie

zucchero vanigliato e poco amido di grano (per lo spolvero)
ostie (reperibili in farmacia, ma non indispensabili)

Procedimento:

A. Passiamo nel mixer con le lame mandorle e zucchero, aggiungendo piano piano la scorza d'arancio e servendoci di un po' di farina per facilitare l'operazione. Facciamo attenzione ad usarlo ad intermittenza, altrimenti le mandorle gettano il loro olio.
Poi amalgamiamo bene il tutto in una ciotola capiente insieme all'aroma di mandorle.

C. Prepariamo uno sciroppo mettendo in un pentolino lo zucchero e versando dopo l'acqua, mettiamo a fuoco basso
senza rimestare mai, fino ad ottenerlo al filo.

B. Setacciamo nel frattempo la farina con lo zucchero e gli agenti lievitanti al punto B.
Poi, non appena lo sciroppo è al filo (
cioè quando lo zucchero è sciolto completamente), impastiamo con le mani la pasta ottenuta, usando gli ingredienti di A, con lo sciroppo di C e aggiungendo lo zucchero, la farina e gli agenti lievitanti di B.
L'impasto rimarrà abbastanza umido ma non compatto, non preoccupatevi va bene così.

Importante: a questo punto lo copriremo con un panno bagnato e strizzato perchè non asciughi troppo, e lo lasceremo riposare 12 ore circa.

Al momento dell'uso aggiungiamo lo zucchero vanigliato di
D, e gli
albumi che dovranno essere stati sbattuti rapidamente fino a che perderanno tensione, cioè inizieranno a fare piccole bollicine.
Impastiamo con le mani perchè il composto si amalgami bene e si compatti.

A questo punto, spolveriamo il piano di poco amido di grano e zucchero a velo vanigliato. Formiamo uno alla volta dei grossi salami, della grossezza di circa 4,5 cm. e li taglieremo a fette di 1 cm. l'una.
Cerchiamo di dare con le mani una forma più possibile romboidale ma dolcemente arrotondata.
I ricciarelli dovranno pesare tra i 25 massimo 30 gr l'uno!
Spolveriamo il ricciarello ottenuto, sul fondo con la miscela del piano, e cioè zucchero a velo/amido di grano, e sulla superficie di solo e abbondante zucchero a velo.

Adesso posizioniamo i ricciarelli ottenuti, man mano su di una teglia coperta di carta forno, oppure ognuno su di un'ostia. Io ho usato le ostie la prima volta, mentre la seconda ho poggiato direttamente su carta forno, non ho notato grosse differenze.

Accendiamo il forno a circa 150°/160° (regolatevi secondo il vostro forno) e inforniamo per circa 20 minuti, ma su questo sarebbe da scrivere un altro capitolo perchè ogni forno è una storia a se.
In ogni caso i ricciarelli dovranno rimanere bianchi e morbidi (non preoccupatevi induriranno leggermente da freddi) e soprattutto saranno cotti quando si formeranno in superficie delle leggere crepe.
A questo punto li toglieremo dal forno, li lasceremo asciugare su di una gratella e li conserveremo in scatole di latta ben chiuse, si conserveranno molto bene anche per una settimana, oltre non saprei.
C'è da dire che il giorno dopo cotti, sono qualcosa di paradisiaco!

piesse: non lasciatevi intimorire, come me, dalla lunghezza della ricetta, è solo ricca di spiegazioni, ma utilissime ad avere un ricciarello perfetto, che a parer mio non hanno paragoni con quelli in commercio!